Libera Associazione Cittadini Acresi

Sito della Libera Associzione Cittadini Acresi

Mese: Marzo 2015

Amministrazione Comunale: Non Pervenuta!

Volevamo fare i complimenti alla giunta comunale per la dimostrazione di democrazia, iniziativa ed umiltà, manifestata negli ultimi giorni. Siamo anche contenti nel sapere che i consiglieri di maggioranza si sono ricompattati intorno al Sindaco, e che questa amministrazione arriverà al termine del mandato fino al 2018. Ci domandiamo, però, come sarà Acri tra tre anni. Se i presupposti sono quelli che stiamo vivendo c’è poco da stare allegri!

Vediamo un po’, il professor(one) Iorio e la fondazione Trasparenza,  che hanno collaborato in maniera “gratuita” alla redazione del piano di rientro, hanno sottolineato che ci sarebbero voluti ben “8 anni di lacrime e sangue” perché si abbia il pareggio di bilancio, li ringraziamo per questo, senza di loro non lo avremmo mai scoperto. Veniamo poi a sapere che la suddetta fondazione ha incassato 35 mila euro per la redazione del predetto piano e la formazione del personale. Complimenti per l’ottima spesa visto i risultati di efficienza degli uffici comunali, soprattutto quello tributi. Già che c’eravate potevate liquidare anche i 350 mila euro prospettati dall’ass. Ferraro, alla faccia della sincerità!

Adesso che il dott. Gennaro Russo ha preso le redini dell’Ufficio Tributi, sempre a titolo gratuito, speriamo non lo stesso “gratuito” della Fondazione Trasparenza, le cose andranno decisamente meglio, oppure no? Lo scopriremo solo vivendo!

Signor Sindaco, abbiamo ascoltato il suo discorso del consiglio comunale del 30 marzo scorso e rimaniamo esterrefatti nell’ascoltare alcuni suoi passaggi, che definirli contradittori è il minimo. Nella parte in cui parla del famigerato art. 35 del regolamento, per il quale si è chiesto l’abbattimento di almeno l’80% della tariffa, continua imperterrito ad affermare che i documenti prodotti, e che erano agli atti in Comune, ma ben nascosti anche alla sua maggioranza, non “certificano” l’emergenza. Lei, come altri, gioca con le parole. Nel suddetto articolo vi è scritto che la situazione di “danno o pericolo di danno” deve essere RICONOSCIUTA e non certificata. L’ass. Martelli afferma che si è provveduto ad inviare, all’assessorato competente della Regione Calabria, una nota di diffida stragiudiziale, nella quale si riserva, anche, di adire per vie legali se non venisse concessa una riduzione tariffaria per il disservizio causato. Ci chiarisca Signor Sindaco, il disservizio, anche se imputabile alla sola Regione, c’è stato o non c’è stato? Perché diffidare la Regione Calabria se il disservizio non c’è stato? La risposta per noi è ovvia.

Ascoltiamo, poi, che le bollette dell’acqua con il cosiddetto minimo imponibile, che venivano ridotte a poche centinaia, ma che in realtà sono parecchie migliaia, l’errore risiede nel programma di fatturazione della società Andromeda. In questo caso si potrebbe richiedere, come per il disservizio provocato dalla Regione Calabria, un risarcimento alla suddetta società, per i costi aggiuntivi sostenuti dall’ente per il reinvio. Come più volte ribadito dall’amministrazione, era consuetudine applicare il minimo a tutti anche se già dal 2005 non lo si poteva più fare. Per questo abbiamo qualche dubbio sul fatto che, senza la richiesta della popolazione nella manifestazione del 19 febbraio si sarebbe provveduto allo storno delle bollette sbagliate. Vogliamo sottolineare che chi volesse può richiedere il rimborso o la compensazione delle bollette del servizio idrico indebitamente  fatturate degli ultimi

5 anni (dal 2009 in poi).

Signor Sindaco,  lei ci accusa di non avere uno spirito costruttivo, di non avere proposte, di istigare all’evasione fiscale, non le sembra che stia esagerando? Noi abbiamo sempre affermato, senza pericolo di essere smentiti, che le tasse vanno sempre pagate, ma nella giusta misura, tenendo conto dei diritti di derivanti dalle norme.

Signor Sindaco, le abbiamo fatto e le potremmo ancora fare molte altre proposte costruttive, alcune realizzabili anche a titolo “gratuito”, ma forse è meglio denigrare che ascoltare.

Lei, signor Sindaco, come anche tutta l’amministrazione, non avete colpa alcuna, come sempre, o meglio come volete far credere…

Il dissesto finanziario è stato provocato dalle altre amministrazioni, quali siano, potrebbe essere la magistratura e la Corte dei Conti, ad accertarlo.

Le cartelle dell’acqua sbagliate sono essenzialmente dovute ad un computer “birichino” che si diverte a far pagare equamente a tutti il servizio idrico del quale non usufruiscono.

L’invio degli avvisi di pagamento, inviati più volte, riguardanti il medesimo tributo per lo stesso anno, è solo di Equitalia.

L’emergenza spazzatura tra il 2013 e il 2014 è stata colpa dei cittadini, che, nonostante il conferimento in discarica fosse difficoltoso, si ostinavano ad ammucchiarla per le strade invece di tenersela in casa.

La maleducazione è dei cittadini che si recano all’ufficio tributi per chiedere spiegazioni, minacciando e offendendo gli impiegati che loro malgrado devono subire.

Ma è davvero così? Ai cittadini l’ardua sentenza!

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

 

Assemblea 11-03-2015

Amministrazione comunale: nessuna notizia.

Ad una settimana dall’incontro con l’amministrazione comunale, nessuna notizia ufficiale giunge dal palazzo comunale. A parte l’interessamento alla brutta vicenda della partita di Eccellenza Guardavalle – Acri e l’ordinanza di chiusura delle scuole, sembra che i nostri amministratori abbiano altro a cui pensare che dare delle risposte esaurienti ai cittadini. Infatti, l’unico impegno preso dal Sindaco verso la cittadinanza è stato quello di annullare le bollette dell’acqua con consumi nulli e riemettere quelle con consumi inferiori a 140 mc, per evidente deficienza, del regolamento comunale e del “software”, ma nessun comunicato a tal proposito si trova sul sito istituzionale del Comune di Acri.

Ricordiamo al Sindaco che non è necessario emettere un regolamento ad hoc, che necessita dell’approvazione in Consiglio Comunale, per poter eventualmente scegliere di rateizzare tributi locali, la legge già permette di farlo; nel c.d. Decreto Legge del “Fare”, il contribuente può scegliere di pagare il debito fino a 120 rate, se si trova in stato di “comprovata e grave difficoltà legata alla congiuntura economica”, che sia un modo per perdere tempo, chissà per quale motivo poi?

Si “vocifera”, poi, che la giunta abbia chiesto un incontro in  Regione, al quale dovrebbe essere invitata una rappresentanza del Comitato, per discutere una eventuale rivalsa verso gli l’amministrazione regionale che non ha garantito il servizio di raccolta dei R.S.U.. Come abbiamo già ribadito è l’amministrazione che deve farsi carico della “trattativa”  con gli organi regionali, noi saremo felici di partecipare a qualsiasi azione che la Giunta approvi, ma solo a condizione che le bollette TARES, TARI vengano annullate con atto pubblico e che venga applicato il regolamento comunale che prevede la detrazione dell’80% per il mancato servizio.

Intanto che l’amministrazione temporeggia, l’ufficio Tributi lavora alacremente. Stanno arrivando molte cartelle esattoriali Equitalia riguardanti la TARSU e la TARES, di cui molte anche a persone che hanno già pagato, sintomo che nulla è cambiato nella gestione della riscossione. La disinformazione e la maleducazione che regna nell’Ufficio Tributi è davvero scoraggiante. I nostri amministratori sanno che chi si interfaccia con il pubblico, deve essere preparato nella materia che gestisce e per legge deve essere identificabile. Gli addetti all’Ufficio Tributi sono dei pubblici ufficiali, ma nonostante ciò non hanno nemmeno un tesserino di riconoscimento dal quale si evinca la loro mansione.

Noi vogliamo dire ai nostri concittadini che siamo stanchi di questa mancanza di trasparenza, e questo comportamento irrispettoso. Per questo vogliamo passare all’azione per difendere i nostri diritti di cittadini e consumatori.

Invitiamo tutti i nostri concittadini ad intervenire all’assemblea, presso il cine-teatro comunale in piazza San Domenico, che si svolgerà il giorno mercoledì 11 marzo prossimo alle ore 17.00. Illustreremo nel dettaglio i risultati del recente incontro con l’amministrazione, e le iniziative che intendiamo intraprendere. Seguirà un dibattito pubblico aperto a tutta la cittadinanza, in cui ognuno potrà esprimere proposte concrete per risollevare le sorti della nostra città.

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

Lupus in fabula

Nel ribadire il nostro impegno nel portare avanti un movimento di rinnovamento della nostra città, consci dello stato di malessere che la attanaglia, volevamo comunicare ai nostri concittadini che andremo avanti fino a realizzare i nostri obiettivi, che sono quelli ribaditi a gran voce da gran parte della popolazione acrese, ovvero la richiesta di riduzione delle tasse, le proposte di rilancio dell’economia e della società acrese.

La “battaglia” per la difesa dei diritti, da parte nostra sarà combattuta con armi legali, e non ci allontaneremo mai dal solco tracciato dalle leggi. Ci aspettiamo lo stesso trattamento dalla nostra controparte, ovvero da tutta l’amministrazione comunale. Lo “scontro” deve mantenersi su un piano civile, e non ci devono essere attacchi di tipo personale. Se chiunque del comitato, qualsiasi persona che abbia partecipato alla manifestazione popolare del 19 febbraio scorso, o qualsiasi cittadino, dovesse subire delle pressioni o rappresaglie da parte di chicchessia, per indurlo a desistere dal difendere i propri diritti, avrebbe tutta la cittadinanza contro e verrebbe affrontato a viso aperto nei modi e nelle sedi opportune.  Diciamo questo, poiché da diverse parti ci sono state segnalate delle ingerenze per indurre alcune persone ad abbandonare propositi “offensivi” della protesta civile.

Questo è inaccettabile! Noi non ci siamo mai negati ad un dialogo con nessuno, perché teniamo al bene della nostra città, ma purtroppo abbiamo appurato che spesso si  è tentato di screditarci con attacchi  generici, ed etichettandoci  come “evasori”, “sobillapopolo”, e “disinformati”, e “fantomatica associazione”!

L’associazione è così “fantomatica” che è stata convocata ad un incontro con l’amministrazione tramite lettera autografa del 23/02/2015 dallo stesso Sindaco, ovvero il giorno prima della pubblicazione ed affissione del comunicato sindacale verso le opposizioni questo la dice lunga sulla coerenza di certa classe politica. Riportiamo in calce la corrispondenza epistolare con l’amministrazione per concordare il giorno per l’incontro, avvenuto poi il 2 marzo scorso.

Noi difendiamo solo i nostri diritti di cittadini, visto che chi lo deve fare fa solo demagogia.

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

La pubblica ottusita

Quando dei cittadini si recano presso il palazzo comunale per incontrare i propri amministratori, per avere delle risposte alle proprie domande, illustrare soluzioni, ed esprimere critiche, ci si aspetta dalla controparte la piena disponibilità. Ed anche se il confronto è sempre rimasto civile, non si sono avute le risposte che si volevano.

Nell’incontro di lunedì 2 marzo scorso tra il Sindaco, la Giunta e diversi consiglieri di maggioranza, ed una rappresentanza dei cittadini di Acri, è stata messa in evidenza “l’ottusità” di procedere di questa amministrazione, che di fronte a fatti accertati da più fonti (ASP e ARPACal), di fronte alla manifestazione popolare in cui si è ribadito lo stato di malessere della popolazione acrese, e dell’insofferenza per la lontananza dei suoi amministratori, gli stessi si sono trincerati dietro i soliti cavilli interpretativi della norma e al “buco” finanziario che hanno creato le diverse amministrazioni che si sono succedute.

Il Sindaco, sulle bollette dell’acqua, ha attribuito l’errore della sbagliata fatturazione al programma di gestione delle stesse. Noi riteniamo che dare la colpa alla società Andromeda, fornitrice del software, sia riduttivo. Occorre ricordare, infatti, che i criteri per  la stampa delle bollette vengono impostati  in accordo tra la società fornitrice ed il Comune, quindi i responsabili dell’ufficio dell’Ufficio Tributi fino ad passando per l’assessore fino ad arrivare al Sindaco, non sono esenti da colpe. Le bollette dell’acqua sballate, inoltre, sarebbero molto di più del 5% affermato, infatti non vi sono solo quelle con consumi nulli, ma anche quelle con consumi inferiori ai 140 mc.

Il sindaco ci ha propinato anche la solita requisitoria sul dissesto finanziario che riguarda si i cittadini di Acri, che devono purtroppo ripianare il debito con le loro tasse, ma le tanto decantate denunce civili, penali ed alla Corte dei Conti, per individuare i veri responsabili del dissesto, nessuno le ha viste.

La sentenza del TAR Calabria, n. 496 del 24/09/2014, citata nell’incontro dal Sindaco, si è espressa su atti amministrativi commissariali riguardanti la TARES del comune di Siderno, che in buona sostanza sono  stati ritenuti validi, anche se approvati in maniere difforme dalla normativa vigente, e incompleti in diverse parti, anche quelle riguardanti le detrazioni per il mancato servizio. Per fugare ogni dubbio, per noi le delibere del Comune di Acri riguardanti la TARES e la TARI sono corrette, tant’è vero ne chiediamo la loro applicazione.

Il Sindaco ha omesso di citare alcune conclusioni nella stessa sentenza, ovvero che: “…La materia del contendere relativa al gravame avverso gli avvisi di pagamento

in epigrafe indicati è di competenza del Giudice Tributario, il quale eventualmente potrà disapplicare l’atto normativo a monte e dinanzi al quale il giudizio potrà essere riassunto ai sensi e con le garanzie di cui all’art. 11 cpa..”. Che tradotto vuol dire: si afferma che il TAR della Calabria ha giudicato atti amministrativi commissariali del Comune di Siderno, che in buona sostanza sono corretti, ma ha ribadito che vi è un conflitto nell’attribuzione sulla materia del contendere. Essendo la TARES e la TARI dei tributi, ogni controversia sulla loro esigibilità va promossa al tribunale contabile, ed in prima battuta alla commissione tributaria.

Nella stessa sentenza vi è riportato anche: “Dagli atti di causa emerge che il Piano Economico Finanziario è stato redatto nel rispetto formale delle Linee Guida del Ministero dell’Economia e delle Finanze… quanto prescritto nelle dette Linee Guida, se vale sicuramente quale criterio generale da seguire sul piano assiologico, non elimina la valutazione discrezionale che resta intestata all’ente impositore, il quale può modulare il criterio generale secondo la particolarità della singola vicenda e del concreto momento storico-finanziario, nei limiti della apparente ragionevolezza”. Si afferma in pratica che l’amministrazione ha la facoltà di discrezionalità nell’applicazione del tributo in questo periodo di crisi economica.

Pertanto la sentenza del TAR Calabria conferma ulteriormente che la strada da percorrere è quella del ricorso collettivo verso il Comune di Acri nel caso in cui l’amministrazione resti ancora sorda alle nostre richieste.

Il tavolo di trattativa, prospettato dal Sindaco, con la regione Calabria non siamo certo noi a volerlo, è compito dell’amministrazione di inoltrare al governo regionale una richiesta formale di rimborso per il servizio pagato e non espletato, ed eventualmente adire per vie legali verso la Regione. Nel frattempo, noi chiediamo, ancora una volta, che si annullino tutte le bollette TARES e TARI, si applichino le detrazioni spettanti per legge, e si riemettano le nuove con gli importi aggiornati, e poi possiamo partecipare a tutte le iniziative che l’amministrazione intende intraprendere.

In sintesi, vogliamo una manifestazione di reale vicinanza, alla popolazione sofferente, da parte dei nostri governanti, che fino adesso non si è vista.

Per concludere, oggi la pubblica ottusità non è solo il titolo di un album di Adriano Celentano, ma purtroppo la consapevole realtà dei fatti.

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

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