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La scure della regione si abbatte su Acri.

Dopo la pubblicazione del decreto 198 del 12 luglio scorso, abbiamo potuto constatare che tutti i nostri timori erano leciti. Abbiamo passato anni a cercare interlocutori in tutte le sedi istituzionali, ma purtroppo le nostre proposte sono rimaste inascoltate. L’ospedale di Acri viene notevolmente ridimensionato nelle sue potenzialità e peculiarità. Tra le altre, vengono ridotti significatamente i posti letto di 6 unità totali, vengono ridotte le attività di chirurgia, e post acuzie. L’ambulatorio di oncologia non esiste più. Eppure, da come viene fuori dal report sulle performance  Agenas (2021) e degli accessi alle prestazioni, confermavano che, nonostante Acri fosse un ospedale già in forte carenza sofferenza, soprattutto di personale, aveva un indice molto elevato rispetto al bacino di utenze in cui opera. Durante la diretta della trasmissione dI LaC news anche i sindaci dei paesi limitrofi ad Acri lo hanno affermato: il presidio ospedaliero Beato Angelo è un punto di riferimento per il comprensorio, più di Cosenza e di Corigliano-Rossano. Ora chiediamo ancora una volta a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione di unirsi insieme ai cittadini per formulare tutte quelle iniziative per fare si che il presidente Occhiuto riveda le sue posizioni sulla sanità pubblica, in particolare sulla posizione organizzativa del nostro ospedale dove merita sicuramente altro. Le zone di montagna/ disagiate non devono essere sempre mortificate e subire ridimensionamento dei servizi essenziali. La dove non ci si può curare dignitosamente inizia l’esodo (emigrazione sanitaria) di cittadini verso altre realtà meglio organizzate. Il nostro appello è rivolto a politici/ amministratori/ comitati/ associazioni, per stare dalla stessa parte  e formulare un’ unica proposta per la difesa dei cittadini ad avere cure sanitarie.

Energia pulita per tutti, ma a che prezzo?

Tra i molteplici scopi per i quali l’associazione L.A.C.A. è nata, c’è la difesa del territorio, intesa come protezione di quello che ci circonda, le bellezze naturali, paesaggistiche e l’ambiente in cui viviamo. Per tale motivo da sempre auspichiamo che si ricorra sempre di più all’installazione di impianti per la conversione di energia da fonti rinnovabili, anche in vista del raggiungimento degli obiettivi UE sulla transizione energetica entro il 2050. Questi impianti devono però potersi integrare con il territorio, senza deturparlo. La strada ci è stata indicata, e sono le tecnologie a basso impatto, per la creazione di comunità energetiche, in cui sono i cittadini che mettono in condivisione l’energia elettrica generata da piccoli impianti distribuiti sulle proprie abitazioni, ma anche da mini turbine idroelettriche da installare su nuovi bacini idrici, che aiuterebbero anche ad affrontare l’impellente crisi idrica all’orizzonte. Purtroppo constatiamo che la volontà politica di perseguire questo obiettivo manca all’attuale Amministrazione comunale acrese, che già da tempo ha deciso di permettere l’installazione di turbine eoliche su tutto il territorio acrese senza interpellare la popolazione. Il tanto sbandierato efficientamento energetico del territorio Comunale non è solo il rifacimento parziale dell’impianto di pubblica illuminazione, ma un insieme di operazioni che possono riguardare edifici pubblici, privati, complessi aziendali e attività e che permettono di contenere i consumi energetici, ottimizzando il rapporto esistente tra fabbisogno energetico (di luce e gas) e livello di emissioni: si tratta, in altri termini, di un insieme di buone pratiche che permettono di sfruttare le fonti energetiche in modo ottimale. Di questo non c’è la minima traccia nell’azione amministrativa, che potrebbe permettere la devastazione di un territorio, come purtroppo già avvenuto in altri comuni. Eppure i contributi per l’efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile in favore dei Comuni sono stati introdotti dal Decreto direttoriale 14/05/2019 del Ministero dello Sviluppo Economico, che destina finanziamenti tramite contributo a fondo perduto ai comuni. Il finanziamento aggiuntivo stanziato è stato pari a circa 497 milioni di euro. Ci chiediamo se la giunta Capalbo ne era a conoscenza? Cosa ha fatto in 6 anni per intercettare queste risorse? Perché aspettare che gli piovessero 700 mila “miseri” euro offerti a mò di questua l’Enel? Da oltre 20 anni è stata una corsa all’edificazione di parchi eolici su tutto il territorio nazionale, un business che ha generato profitti immensi, anche a pale ferme, ma solo per poche imprese, grazie agli incentivi più generosi del mondo, che ha dato solo qualche briciola agli agricoltori: un sogno ecologico finito male, spesso con l’ombra della mafia. La cosiddetta “green economy” impatta nella misura in cui questi impianti devono essere costruiti e poi dismessi, un po’ come avviene con le centrali elettriche tradizionali, per le quali è necessario un dispendio enorme di energia e di risorse, con consumo e inquinamento del suolo. Le amministrazioni passano, i danni al territorio restano. L’amministrazione Capalbo, con la modifica della delibera di consiglio n. 43 del 2012, ha di fatto eliminato un ostacolo alla speculazione, permettendo l’installazione oltre che di turbine eoliche anche di pannelli solari su terreni agricoli. Sta accadendo anche questo: alcuni “broker” (intermediatori) stanno ricercando terreni incolti, soprattutto in Sila Greca, da adibire ad impianti fotovoltaici: un’aberrazione! Noi diciamo convintamente NO al consumo del suolo, diciamo NO alla speculazione, diciamo NO alla devastazione del territorio.

Non fateci girare le pale!

È davvero incredibile quello che sta succedendo nell’ultimo periodo ad Acri, quasi non riconosciamo i nostri concittadini. Sembrano ormai rassegnati a questo stato di cose, quasi inerti, indifferenti, impassibili, solo saltuariamente un lamento di chi chiede un diritto che gli viene negato oppure fatto passare come favore. Eppure solo poco tempo fa c’erano ancora persone che volevano e si adoperavano per migliorare lo stato delle cose. Adesso osserviamo impassibili al depauperamento delle dei servizi sanitari, il CUP che non funziona, all’impossibilità di svolgere una semplice TAC o risonanza magnetica. Uffici pubblici chiusi: la GdF, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS. La strada Acri La Mucone non percorribile per diverse ore al giorno, con cittadini che vengono multati. Mancanza di acqua nella case. Bollette alle stelle! Ora, dopo l’Eco distretto ora si parla dell’installazione alla Crista di pale eoliche, ma qualche privato in Sila (area MAB) si è portato già avanti nell’indifferenza generale. L’autorizzazione alla costruzione di questo impianto “mini eolico” silano è stata concessa dagli uffici comunali acresi nel 2021 quando era ancora in vigore la delibera di consiglio n. 43 del 2012, che l’Amministrazione Capalbo è corsa a modificare parzialmente nei giorni scorsi. Così gettando definitivamente la maschera, con buona pace delle ennesime promesse elettorali tradite: dicevano di voler intraprendere una vera e democratica transazione ecologica attraverso la creazione delle comunità energetiche, ma adesso si accontentano di una “mancetta” dall’ENEL, svendendo il territorio come volevano fare con l’eco distretto. Ovviamente ci sono in gioco una decina di milioni d’euro per i lavori connessi alla realizzazione delle opere, fitti di terreni, opere di movimento terra, lavori che sicuramente interessano a qualcuno…

Ed i cittadini subiscono e stanno a guardare.

Libera Associazione Cittadini Acresi.

Sanità? Tutto bene grazie!

Mentre il dibattito sulla Sanità a livello regionale è in pieno fermento, ad Acri Amministrazione e Direzione Sanitaria, fanno finta che vada tutto bene. Di Salute da noi non se ne deve parlare! Se non fosse per noi della Libera Associazione Cittadini Acresi, che ci battiamo da anni in favore del nostro nosocomio, sembrerebbe che le cose vadano bene, anzi benissimo! L’ospedale di Acri, ahi noi, è scomparso dall’agenda politica locale (non è che prima fosse in cima hai loro pensieri!), proprio nel momento in cui PNRR e investimenti regionali si stanno rivolgendo alle strutture chiuse o ridimensionate, ma anche ai piccoli ospedali ed a quelli di area disagiata. Ci siamo sempre opposti affinché il poliambulatorio di via Julia non venisse allocato presso i locali dell’ospedale, in quanto le due strutture offrono servizi sanitari di diversa natura. Ed in più, occupando gli spazi liberi dell’ospedale, saturandoli, ne è stato impedito di fatto il rilancio. Eravamo scettici sui tempi di conclusione dei lavori per l’adeguamento sismico della struttura del poliambulatorio, e purtroppo ancora una volta avevamo ragione noi in quanto gli stessi sono fermi dalla scorsa primavera, pare per errori progettuali. Dovevano passare 6-8 mesi ed invece sono passati oltre 2 anni, ma l’Amministrazione non ne vuole sapere di dare spiegazioni alla cittadinanza. Il Sindaco con delega alla Sanità tace volutamente sul fatto che di avere inguaiato definitivamente un ospedale che serve per curare i pazienti RICOVERATI ed OPERATI, i quali necessitano di assistenza h24. Il Sindaco nella conferenza dei servizi svoltasi lo scorso novembre, ha taciuto sulle decisioni prese in quella sede, ma molto probabilmente non c’era nulla dire in quanto lo stesso non ha ottenuto un bel niente per Acri. A questo punto ci chiediamo: qual’è la visione di questa amministrazione per il nostro ospedale? Che futuro attende il nostro nosocomio? Intanto riscontriamo una situazione più che critica per la struttura, al netto dell’emergenza Covid. Del reparto Chirurgia non vi è traccia, non si sa dove sia allocato e di come funziona. Le problematiche della donna ignorate. Dell’ambulatorio di ONCOLOGIA nessuna traccia, con tutti quei poveri pazienti che venivano serviti (anche dai comuni limitrofi) proprio nel nostro ospedale in modo eccellente, si devono arrangiare come meglio possono. La tanto decantata RMN, inaugurata in pompa magna, con stuoli di politici, è ferma da oltre un anno, mentre prima funzionava a singhiozzo. Del famoso primario di Medicina si sono perse le tracce. I 4 posti di dialisi non pervenuti. Le tre postazioni OBI (osservazione breve intensiva) di PS nemmeno l’ombra. Manca il personale sanitario – tecnico – amministrativo, più volte sollecitato dalla nostra associazione. Ma di questo non se ne deve parlare perché le cose vanno benissimo nel nostro (fù) ospedale. Noi, dal canto nostro continueremo l’azione di sensibilizzazione e di conoscenza sulle problematiche in materia di sanità pubblica, in un territorio montano e disagiato, in tutte le sedi istituzionali, affinché il nostro ospedale torni ad essere una struttura che risponda pienamente alla domanda di sanità dei cittadini, e non un semplice poliambulatorio come lo stà riducendo il nostro super assessore – sindaco di Acri.

Chiacchiere e distintivo!

Apprendiamo dalla pagina Facebook del sindaco Capalbo, il quale annuncia in pompa magna, la realizzazione dell’impianto di depurazione di Macchia di Baffi. Il Sindaco volutamente dimentica che l’impianto esisteva già dal 2007, ma che non era mai entrato in funzione, sembra per un mancato allaccio alla rete elettrica. La struttura, come abbiamo documentato nei mesi scorsi, era stata pesantemente vandalizzata nella più completa indifferenza del Comune, Amministrazione e Responsabili dei settori. Per questo abbiamo dovuto denunciare tutto alle autorità di controllo al fine di ripristinare la legalità. Il Primo Cittadino, volutamente non cita il nome della nostra associazione, ma sa bene chi ha “smosso le acque”. Essendo un legale, sa bene che la responsabilità dello sversamento dei reflui fognari nei corpi fluviali, è in capo a lui, che per oltre 4 anni ha dormito, e siamo dovuti arrivare noi a svegliarlo dal suo agiato giaciglio. Tutto questo sotto la minaccia di una denuncia penale. Oltre al depuratore di Macchia di Baffi, abbiamo riscontrato altri sversamenti fognari in altre zone del territorio acrese, come nel torrente Ceracò in contrada La Mucone oppure a Serralonga. Perfino il depuratore di Acri centro parrebbe non funzionare come dovrebbe, ed inoltre sembrerebbero esserci degli scarichi abusivi direttamente nel torrente Calamo a monte dell’impianto. Le caratteristiche qualitative delle acque reflue che si devono raggiungere allo scarico dell’effluente depurato sono indicate per legge (D. Lgs. 152/06). in base ad una recente sentenza della Cassazione, la n. 11270 del 2020, che riprende la sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008, il costo della depurazione non è dovuto se il depuratore non è funzionante oppure obsoleto o temporaneamente inattivo. Per questo motivo, con l’aiuto di alcuni legali, stiamo valutando di presentare all’Amministrazione un’azione collettiva al fine di richiedere lo stralcio ed il rimborso per le somme non dovute, cosa che già doveva essere prevista in sede di emissione delle bollette stesse. Invitiamo pertanto i nostri concittadini, a verificare se viene addebitato questo costo ed a segnalarcelo nel caso si ritenga di non doverlo pagare. Il nostro impegno è sempre rivolto solo al rispetto dei diritti dei cittadini, da troppi anni vilipesi da una mediocre classe politica, tutta chiacchiere e distintivo!

Un altro giro di giostra

Ecco che ci risiamo, si torna a votare… altro giro altra corsa! Domenica prossima saremo chiamati a ad eleggere, di nuovo, in meno di 2 anni, i nostri rappresentanti nel consiglio regionale calabrese. E’ un voto importante, perché le decisioni prese a livello regionale ricadono pesantemente nella vita quotidiana dei cittadini, dopo che, oltre vent’anni orsono, la riforma costituzionale ha attribuito alle regioni poteri di legislazione concorrente in molte materie, come ad esempio la tutela della salute (Sanità), la protezione civile, istruzione, ecc.. La riforma, che doveva contenere i costi della politica, ha provocato l’aumento dei centri di spesa, soprattutto al Sud, con un incremento del costo di gestione ordinaria decuplicato nel giro di 11 anni. La Calabria, regione più povera d’Italia, è diventata un enorme carrozzone dove piazzare parenti e amici, o “trombati della politica” nelle varie agenzie o partecipate, come la famigerata Sorical. Per i calabresi le cose in 20 anni sono notevolmente peggiorare, a partire dal SSR che non riesce più a garantire i LEA in nessuna delle 3 aree prese in esame (ospedaliera, distrettuale, prevenzione). Ecco che allora che, tra personaggi vecchi e nuovi “salvatori della patria”, troviamo soggetti dal passato politico tutt’altro positivo. L’ex presidente Oliverio, che ha campato di politica per quasi quarant’anni, oppure l’ex sindaco Tenuta, candidato con il centrodestra, che, tra i molti disastri amministrativi, ha lasciato un comune in dissesto finanziario, bollette pazze, debiti e malagestione della cosa pubblica, arrivando a creare uno stato di conflitto aperto con la popolazione. Come non citare personaggi del calibro di Aieta e Bevacqua, che ad Acri si sono visti solo in occasioni di manifestazioni essenzialmente politiche, appoggiati da sponsor locali, tutti che cercano un altro quinquennio spesati da noi. La lista purtroppo e lunga, tutti in cerca di voti. Ci rendiamo conto che la delusione e l’amarezza per il deserto morale e sociale creato dalle passate giunte regionali, sentimenti che condividiamo pienamente. Nonostante ciò invitiamo i nostri concittadini ad andare a votare, perché non è vero che non serve a niente, servirà per chiedere conto a chi verrà eletto del proprio operato, che in difetto dovrà essere preso “a calci nel sedere”! Allora non scegliete l’amico, il parente, il conoscente, quello che ci ha trovato un lavoretto, sono tutti ricatti sulla pelle della povera gente, votate la persona che ritenete all’altezza di rappresentarci, e perché lo ritenete all’altezza del compito che dovrà svolgere.

“Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?”

                                                                                                                                  (Sant’Agostino)

Una politica fallimentare.

Vorremmo tanto occuparci di problemi concreti, ma purtroppo ci vediamo costretti a puntualizzare alcuni aspetti riguardo al farneticante articolo di Articolo1 MDP, che chiama in causa la nostra associazione. Innanzitutto, riguardo al cosiddetto ecodistretto, ci perdonerà il “sindaco” Bonacci se, due anni orsono, invece di parlare con lui siamo andati a discutere col sindaco Capalbo, sollevando le ovvie criticità di un siffatto impianto e sulla sua realizzazione ad Acri. Per noi, ma anche per buona parte della popolazione, sarebbe stato folle portare centinaia di TIR su per la SS660, pieni dei rifiuti della provincia di Cosenza, costruendo un mega impianto con annessa discarica, a meno di 2Km dall’abitato e per di più a ridosso di una frana. Per una misera quindicina di posti di lavoro, visto che l’impianto sarebbe altamente automatizzato. Perfino la Regione, che ha pesanti responsabilità nella gestione dei rifiuti, commissariata da un quarto di secolo, lo ha bocciato senza appello: complimenti!Il “sindaco” Bonacci ci vorrà ragguagliare sulla presenza di un soggetto, pensionato comunale che, richiamato dalla quiescenza, opera come “organismo interno di valutazione”, il quale parrebbe che, a detta di molte persone che hanno a che fare con gli uffici comunali, faccia tutt’altro rispetto a quello che è chiamato a svolgere. Il “sindaco” Bonacci, si lamenta che non ci sono sufficienti finanziamenti per opere pubbliche, ma questi si ottengono recandosi nelle sedi opportune (Unione Europea, Ministeri, Regione, Provincia, …) e partecipando a bandi pubblici, non rimanendo tutto il giorno dentro il comune a rigirarsi i pollici.Per quanto riguarda le proposte, il “sindaco”Bonacci dimentica che, le abbiamo suggerite a questa amministrazione nella figura del sindaco Capalbo, in diversi momenti e su vari temi. Possiamo portare ad esempio quella sulla gestione del cimitero, una proposta fattibile sull’ospedale “Beato Angelo”, la proposta di effettuare le letture di acconto e conguaglio dei contatori dell’acqua con dispositivi informatici, il censimento delle utenze domestiche e non domestiche, la diminuzione delle tariffe TARI e Servizio idrico, e tante altre. Quando non si hanno idee e si amministra alla giornata, i risultati fallimentari sono sotto gli occhi di tutti. La precedente amministrazione ci chiamava velatamente evasori, MDP-Articolo1 va oltre, definendo volutamente la nostra associazione “libera associazione cittadini anche evasori”, per tale motivo stiamo valutando se dare mandato ad un legale di fiducia per querelare l’autore dell’articolo,nell’interesse di tutelare l’onorabilità di tutti i nostri associati. Sulla pubblicazione degli elenchi degli “evasori”, l’Amministrazione faccia quello che ritiene opportuno. Noi siamo per il SI alle buone proposte. Noi siamo per il fare, sempre e soltanto per l’interesse collettivo e mai di parte. Noi non siamo la controparte politica di questa Amministrazione, siamo solo dei cittadini con la schiena dritta, che chiedono il rispetto dei propri diritti. Siamo stufi di subire, la misura è ormai colma.

PS: la gestione fallimentare dell’emergenza incendi di questi giorni, conferma ancora una volta l’incapacità e la miopia organizzativa di questa Amministrazione. Un plauso va a tutti volontari, ai Vigili del Fuoco, agli operatori comunali, impegnati in questo gravoso compito, senza di loro le conseguenze sarebbero state ancora più nefaste.

Cittadini o pecore?

Nonostante Acri sia amministrato da “due sindaci”, cari concittadini, non possiamo fare a meno di testimoniare lo stato di degrado nel quale versa la nostra Città. Un paese sporco, pieno di erbacce, privo di decoro urbano. Un paese nel quale non è possibile avere acqua potabile tutti i giorni pur avendo un territorio pieno di sorgenti idriche (vedi “pozzo dei desideri” in località Croce di Greca). Con una politica inesistente per lo sviluppo del territorio e le attività produttive. Una Città in cui il servizio di depurazione non funziona, con conseguenze catastrofiche per l’ambiente (su questo scriveremo quanto prima). In cui un finanziamento regionale di tre milioni di euro per la viabilità comunale è stato perso per la mancanza di una firma! Nel quale si assiste impotenti allo spopolamento del territorio, all’abbandono delle case ed alla svalutazione delle proprietà. La male gestione ordinariadella cosa pubblica spacciata per straordinaria. Un palazzetto dello sport inaugurato senza essere accatastato e collaudato. In cui si assiste ad una gestione personalistica e opaca dell’ospedale “Beato Angelo” d’Acri. Dove i lavori per l’adeguamento sismico del Poliambulatorio sono fermi con le quattro frecce, pare per errori di progettazione, anche qui soldi pubblici buttati. Uffici comunali allo sbando, senza guida e obbiettivi, anch’essi gestiti in maniera non trasparente, che non effettuano i controlli sui lavori pubblici, non effettuano gare d’appalto.Gli eventi culturali completamente inesistenti. Una città dove gli amministratori invece di adoperarsi a risolvere i problemi comuni si prestano a soddisfare “il piacerino all’amico di turno” o tagliano qualche nastro. Un’amministrazione che in linea con quelle che l’hanno preceduta si distingue per mancanza di qualsiasi iniziativa: IMPALPABILE! Alla fine i soldi del bilancio comunale sono i nostri, e chi amministra non li trova sugli alberi come le pigne, tanto vale chiedere dove e come vengono spesi. E noi, in tutto questo marasma, come cittadini, cosa facciamo per contrastare questo degrado civile e morale? SUBIAMO! Rimaniamo impassibili ed in silenzio a questi continui torti. Certo, qualche voce isolata c’è, ma che rimane vincolata nell’alveo dei social. Alcuni sfoghi in bar, per strada, ed anche a casa, ma nulla più, niente a che vedere con le manifestazioni popolari in cui il malcontento era palese. Non si intravede nulla che faccia pensare che le cose non vadano bene. Allora la domanda sorge spontanea: Acresi, cosa siamo cittadini o pecore?

La sensibilità ambientale a seconda della convenienza!

Durante l’estate 2019 ha tenuto banco, ad Acri la vicenda sull’ecodistretto, per la cui realizzazione l’Amministrazione in carica aveva dato la propria disponibilità a prescindere dalla volontà dei cittadini e contro ogni criterio geologico, ambientale, logistico, economico e la vocazione agro-turistica del comprensorio. Immediatamente la quasi totalità della popolazione Acrese, contraria a questo scellerato progetto, noi della L.A.C.A., insieme al “Comitato No Ecodistretto”, abbiamo dato un importante segnale affinché gli amministratori desistessero dai loro nefasti propositi. All’epoca, dalla cittadella regionale non giunse alcuna voce a sostegno delle ragioni portate avanti dai cittadini, che osteggiavano quella “oscura ed incomprensibile” posizione assunta dall’amministrazione Capalbo, esclusivamente con le proprie forze, senza il sostegno di alcun consigliere regionale. Contrariamente a quanto successo allora, oggi, due consiglieri regionali, On.li D. Bevacqua e G. Aieta, hanno ritenuto opportuno prendere posizione a favore dei cittadini di Villapiana che si battono per il medesimo obiettivo: impedire la realizzazione dell’ecodistretto sul loro territorio,anche qui fortemente voluto dal Sindaco e dalla maggioranza. Ci chiediamo come mai questi signori non sono intervenuti quando la minaccia gravava sul comune di Acri?. Come mai non hanno ritenuto opportuno prendere posizione contro la scellerata linea assunta dall’amministrazione Capalbo all’epoca dei fatti?. Eppure, sarebbe stato molto più semplice per loro considerato che diversi componenti dell’Amministrazione attualmente in carica hanno fatto o fanno ancora parte, a vario titolo, dello staff dei due Onorevoli regionali, beneficiando dei relativi lauti compensi mensili, o, comunque, sono a questi politicamente legati. Il consigliere di maggioranza Raffaele Morrone (primo eletto nella lista del PD), con un contratto da autista al 50%, fa parte della struttura speciale del consigliere regionale D. Bevacqua; l’assessore Franca Sposato (eletta nella lista del PD) anch’essa politicamente collegata all’On. Bevacqua a livello regionale. La moglie del consigliere di maggioranza Luca Siciliano (eletto nella lista del PD), in qualità di “responsabile amministrativo al 50%”, e lo stesso sindaco di Acri Pino Capalbo (PD), quale “collaboratore esperto al 50%”, fanno parte dello staff del consigliere regionale G. Aieta, al quale fa riferimento, all’interno dell’assise consiliare,anche il “gruppo DP” formato dai due consiglieri di maggioranza Luca Siciliano e Mario Fusaro. Gli On.li Aieta e Bevacqua, che oggi si “stracciano le vesti”, che non si sono mai visti sul territorio acrese se non per procacciare voti e che oggi si spendono in favore dei cittadini di Villapiana, perché due anni fa non hanno sostenuto le ragioni dei cittadini acresi inducendo i “loro uomini” a schierarsi contro quella linea anziché esserne fautori e fervidi sostenitori?. Come associazione di liberi cittadini, che da anni si spende in modo disinteressato per la tutela dei diritti della comunità, confidiamo nella memoria lunga degli acresi, quando da qui a poco “qualcuno” inizierà a bussare alle porte delle loro abitazioni per portare i volantini elettorali con sovraimpressi i nomi di chi non ha fatto nulla per il nostro territorio e per la Calabria intera, da destra a sinistra senza distinzione. Alzate la testa acresi, presentate il conto delle loro malefatte, e poi dite di sparire dalla vista cacciandoli a pedate dal nostro territorio. Dite a questi soggetti di andare via non abbiamo bisogno di loro, sono loro che hanno bisogno dei nostri voti.

Anomalie Amministrative (E noi paghiamo)

Abbiamo aspettato un po’ di giorni prima di pubblicare questo comunicato stampa, attendendo che si placassero le polemiche sul vergognoso cartellone apparso nella nostra città. Lo definiamo vergognoso perché pensato e prodotto, riteniamo, da qualcuno che fa finta di essere un provocatore, in vero e proprio stile radical chic, ma che nulla ha fatto per il nostro territorio, tranne pretendere ed ottenere lauti compensi per ogni virgola che sposta.
Ora passiamo all’argomento principale di questo comunicato, riguardante l’opacità dell’attività amministrativa, prime fra tutte le recenti e decantate bitumazioni sul nostro territorio.
E’ di qualche settimana fa il video denuncia di un nostro associato, Santo Bifano (Divine Follie), su di un tratto di strada asfaltato nei pressi di località Crista ad Acri, nel mese di dicembre. Come evidenziato nello stesso video, il bitume è regolarmente saltato in più punti. Come associazione, avevamo suggerito all’Amministrazione, in corso d’opera, l’inopportunità di stendere bitume nel mese di dicembre in quanto lo stesso sarebbe inevitabilmente saltato.
Circostanza puntualmente verificatasi, un intero massetto di bitume a caldo saltato perché non aderito al fondo sottostante per le non perfette condizioni ambientali, lo stesso si sta verificando su altri tratti e sulle buche tappate con la metodica dell’asfalto a caldo. In buona sostanza, sperpero di denaro pubblico.
Cari Amministratori i soldi sono nostri, non li trovate sugl’alberi come le pigne. Cittadini indignatevi perché i soldi li rimetteremo noi sotto forma di aumento della spazzatura o sotto altra veste. E’ vero i servizi di ordinaria manutenzione vanno eseguiti, ma essi devono essere durevoli e funzionali per un intera comunità che li paga. Inoltre ci chiediamo, caro direttore dei lavori, che sei l’anello di congiunzione tra il committente, in questo caso l’intera cittadinanza, che paga, per mezzo dell’Amministrazione che ha preso i voti e chi esegue i lavori, dove guardavi? Eri lì o eri nominato solo sulla carta? Hai o non hai competenza in materia?
Ma si sa il bitume serve da scenario a quest’Amministrazione, il cosiddetto “asfalto elettorale” è sempre utile all’autopromozione, con la solita carrellata di foto “spettacolari”, su servizi di ordinaria manutenzione, per giunta eseguiti a debito. Questa Amministrazione, dedita alla spettacolarizzazione di eventi ordinari, ci ha propinato la pagliacciata dell’inaugurazione, con tanto di assembramento, del palazzetto dello sport, che rimane inutilizzabile, oppure come la riconversione del reparto di chirurgia dell’ospedale, con conseguente cessazione dell’attività di sala operatoria,con tanto di spoliazione degli altri servizi già rimaneggiati, previo avallo del dott. Cozzolino, pappa e ciccia col sindaco Capalbo. D’altronde siamo stati abituati sin dall’inizio a queste ostentazioni, con la sfilata del neo Sindaco eletto in una macchina decappottabile, in puro stile J.F.K.. Ricordiamo anche la recente autorizzazione all’utilizzo delle sale di palazzo San Severino-Falcone, sede istituzionale, concessa alla sorella, nuova promessa neomelodica, per girare un videoclip, con tanto di scarpe messe su un divano. Oltre a questo dispregio del palazzo storico, aveva visto utilizzare la sala delle colonne ad uso e consumo della ditta Ecoross, affidataria del servizio di R.D., la quale fa il bello ed il cattivo tempo con la proprietà comunale, pare senza controlli di sorta da parte degli uffici comunali.
In attesa di risposte, non possiamo che dire cittadini svegliatevi ci sono in ballo i nostri soldi ed il futuro dei nostri figli, mandiamo a casa questi peracottari, altrimenti chi ha scritto la frase del famigerato cartellone in fondo forse ha ragione.

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