Sito della Libera Associzione Cittadini Acresi

Mese: Febbraio 2019

Puntualizzazioni sul servizio idrico.

Il nostro precedente articolo non voleva essere assolutamente denigratorio o offensivo nei confronti di chicchessia, ma semplicemente dava voce a quanti in questi giorni devono fare i conti con i disagi provocati dall’invio di bollette del servizio idrico errate. La situazione disastrata dell’Ente, la carenza di organico ed il dissesto, non possono essere un alibi, ed il disservizio non è sicuramente colpa dei cittadini che pagano regolarmente le tasse. Non siamo certamente noi a stabilire quanti impiegati debbano essere dislocati presso l’ufficio tributi, in quanto gli stessi vengono identificati tramite il PEG, competenza dell’amministrazione.

Premesso ciò, vogliamo illustrare alcune prescrizioni generali che la legge prevede riguardo il servizio idrico.

Le compensazioni tra un esercizio finanziario e un altro, non solo sono possibili ma anche auspicabili, sarebbe assurdo infatti vantare un credito di centinaia o migliaia di euro e dover continuare a pagare importi inferiori, figuriamoci fare causa al Comune per ottenere quanto dovuto!  La compensazione attualmente è possibile secondo l’art. 8 dello Statuto dei diritti del Contribuente che recita così: “L’obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione”. Inoltre, l’art. 1243 del Codice Civile, introduce due distinte tipologie di compensazione: la forma legale che si verifica quando coesistono due crediti tra loro omogenei, liquidi ed esigibili e la forma giudiziale che opera nell’eventualità in cui il credito opposto non è liquido ma di facile e pronta liquidazione. Il caso dei tributi può essere fatto rientrare nella prima fattispecie. La Corte dei Conti della Lombardia inoltre, con deliberazione n.103/2014, ha ricordato che, in base alla disciplina contenuta nel Codice Civile, la compensazione rientra tra le modalità di estinzione dell’obbligazione diverse dall’adempimento. In parole povere il Comune può provvedere motu proprio alla compensazione crediti/debiti, ed anche tra tributi differenti tramite opportuno regolamento o disposizione interna. Chi prospetta la sola via giudiziaria, evidentemente molto onerosa per il cittadino, forse non conosce o fa finta di non conoscere l’istituto contemplato dalla normativa vigente.

In merito all’applicazione della quota fissa (manutenzione rete), essa non è dovuta, se non viene calcolata in base alla delibera all’Autorità per l’Energia Elettrica, Gas e Sistema Idrico N°664/2015 e successive modifiche e integrazioni, che definisce le regole per “il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché per l’individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell’ambito della regolazione del settore idrico”. In altre parole stabilisce i costi di manutenzione e tariffe, che, se non calcolati secondo questa direttiva, risultano illegittime.

Per quanto concerne l’IVA agevolata (10%), essa si applica solo alle tariffe, e solo sui consumi REALI, ma non sull’eventuale canone di manutenzione (i famosi 26€).

Forti perplessità di legittimità rimangono sulla questione della doppia bollettazione (acconto e saldo), poiché prevedono l’applicazione i consumi presunti, per le quali andrebbero invece effettuate 2 letture (o autoletture) annuali. E’ il Comune a dover dimostrare il consumo reale, tramite lettura del contatore, assunto alla base di molteplici sentenze a favore di contribuenti che dovevano pagare bollette di acconto con consumi presunti.

In relazione ai costi per la depurazione, essa non sarebbe dovuta, in quanto Acri rientra tra i comuni per i quali l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea per ben 2 volte nel 2012 e nel 2018 per non aver realizzato la costruzione, la gestione e la manutenzione degli impianti di trattamento delle acque reflue. Più dettagliatamente, per il mancato rispetto dei requisiti fissati agli articoli 4-7 della direttiva 91/271 e dell’articolo 5 della stessa approvata del Consiglio il 21 maggio 1991 e concernente il trattamento delle acque reflue urbane, come modificata dal regolamento (CE) n. 1137/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio il 22 ottobre 2008, conformemente all’articolo 3 di tale direttiva. In parole semplici se non mi dai la depurazione, non devo pagarla!

Per quanto concerne le bollette di pochi euro (modesto ammontare), i commi 1 e 4 dell’articolo 25 della legge 289/2002 (Finanziaria 2003), prevedono un importo di 12 € al di sotto del quale i versamenti non sono dovuti e non sono effettuati i rimborsi, salvo i casi in cui il Comune deroghi a tale importo con una norma di natura regolamentare (comma 168 art. 1 Finanziaria 2007). In parole semplici, ci deve essere un regolamento comunale che stabilisce la deroga all’importo minimo di 12€. Sul regolamento del servizio idrico non vi è traccia di tutto ciò, mentre si trova in quello della IUC (Imposta Unica Comunale). Anche sul “Regolamento di contabilità armonizzata”, approvato con deliberazione n.2 del 20.4.2017 del Commissario Straordinario (con i poteri del Consiglio Comunale) e non vi è traccia alcuna di deroga alla legislazione nazionale. Le bollette di pochi euro non solo sono “odiose” perché costringono il cittadino a pagare più di tassa di incasso che di tariffa, ma anche perché il Comune ci perde perché spende più soldi per la notifica rispetto a quelli incassati.

Tutto questo ovviamente al netto degli errori di bollettazione e degli aumenti di tariffa del 50% rispetto al 2016. Tutto quanto sopra esposto è frutto di ricerca e studio da parte dei componenti della LACA, i quali sono disponibili a dare chiarimenti a chiunque voglia interfacciarsi con noi.

Lavare la testa all’asino, si perde acqua, sapone e tempo!

Da oltre 2 settimane sono in consegna le bollette del servizio idrico, saldo anno 2017 e acconto 2018, tanto per non farci mancare nulla. Purtroppo anche quest’anno rivediamo le stesse scene all’ufficio tributi del comune di Acri preso d’assalto da cittadini “vittime” di bollette errate, costretti loro malgrado a perdere una mezza giornata per risolvere il problema, quando ci si riesce.

Incontriamo il sig. P.G., residente a La Mucone, al quale, a fronte di un consumo effettivo di 84 mc è stata applicata la tariffa massima di 1,25 € (3° fascia) al posto dei 0,55€ (1° fascia), inoltre gli sono stati addebitati fognatura e depurazione, anche se ha il pozzo nero e provvede a sue spese a svuotarlo. Alla sig.ra M.M., che vanta un credito di verso il comune di oltre 350€ nel 2017, è arrivata una bolletta di acconto per il 2018 di 130 €, senza che si sia provveduto ad una compensazione d’ufficio. La sig.ra RV ha ricevuto una bolletta di un euro, a fronte di €1,50 per il pagamento del bollettino postale. Come loro, altri centinaia di cittadini si recano presso l’ufficio tributi per chiedere spiegazioni, ma le risposte più comuni che ricevono dal personale ufficio tributi sono: “dovete pagare perché non possono essere rettificate” oppure “non pagarla che poi arriverà Equitalia”!

Leggendo le bollette, risultano evidenti molteplici discrepanze: applicazione di tariffe errate, consumi presunti invece di consumi effettivi, canone idrico applicato più volte, fognatura e depurazione anche se non dovuti, bollette con importi di pochi euro, ecc..

Stavolta Andromeda non c’entra e non può accollarsi la responsabilità degli errori, stavolta non ci sono alibi, le responsabilità di queste bollette sballate vanno necessariamente ricercate, come è già accaduto, all’interno della struttura comunale.

Pensavamo che la lezione fosse servita, ma per le amministrazioni, passate e presenti, a quanto pare non l’hanno imparata.

Per quanto riguarda le tariffe del servizio idrico, l’attuale amministrazione a settembre 2017 ha provveduto ad aumentarle di oltre il 50%, modificando la precedente delibera della giunta Tenuta (gennaio 2017), con i seguenti costi a metro cubo: Fascia 1 da € 0,35 a 0,55; Fascia 2 da € 0,42 a 0,65; Fascia 3 da € 0,80 a 1,25. Le tariffe per il 2018 sono state confermate tal quali, com’è rimasta uguale, da 3 anni a questa parte, la quota per il canone di manutenzione pari a 26,00€, che come abbiamo già detto è illegittimo e non va pagato, se non supportato da un piano di investimento sulla rete idrica.

Consigliamo vivamente ai nostri concittadini di controllare il dettaglio delle bollette dell’acqua, ma anche tutte quelle che arriveranno, e pretendere la rettifica immediata della bolletta secondo il consumo effettivo.

Avevamo dato la nostra disponibilità a verificare se ci fossero problemi di sorta con le tariffe ed il piano finanziario, ma purtroppo abbiamo “predicato nel deserto”. L’assessore al ramo, pagato con soldi pubblici, oltre a preoccuparsi di far risparmiare qualche euro alle disastrate finanze pubbliche inviando le bollette in un’unica busta, si occupi del piano finanziario dell’ente e degli errori contenuti nella bollettazione. Invece di amministrare come il buon padre di famiglia, come promesso in campagna elettorale, si assiste ad atti di imperio, rapporti litigiosi e spartizione di poltrone, tutto questo mentre il paese sembra andare alla deriva.


La malagestione!

Oltre 3 anni fa denunciavamo la scellerata gestione della cosa pubblica da parte della Giunta Tenuta e della sua Amministrazione, oggi torniamo sulla vicenda tributi e sul bando per la raccolta differenziata che ha evidenziato tutta la malafede della passata amministrazione e per confermare che avevamo ragione.

I numeri snocciolati nella relazione dall’assessore Iaquinta, emersi nell’ultimo consiglio comunale ci consegnano questa situazione: ci sono oltre 9300 UTENZE DOMESTICHE (rispetto alle 9100 precedenti)e quasi 1100 UTENZE NON DOMESTICHE (rispetto alle poco più di 300 precedenti). Questo a fronte di una diminuzione continua, negli ultimi 5 anni, sia in termini di abitanti che di attività commerciali.

Le tariffe TARES e TARI calcolate su valori non rispondenti alla realtà, hanno portato, nel corso di questi anni, all’invio di bollette sballate a danno dei cittadini, cosa che diciamo già dal 2014.

All’orizzonte si profila un’altra mazzata, visto che il servizio di raccolta differenziata si appresta ad essere di nuovo esternalizzato, e che nel corso di questi 4 anni è aumentato inspiegabilmente. Sullo stesso pesa la spada di Damocle dei famigerati ATO, che dovranno stabilire le tariffe di conferimento nelle discariche (indifferenziato) e per la frazione umida. Visto che la regione Calabria si è tirata fuori dalla partita lasciando campo libero ai comuni consorziati, che sono il più delle volte allo sbando, ci aspettiamo una vera e propria bastonata in tema di tariffe!

Anche sulla vendita degli mezzi per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (tre autocompattatori e un mezzo idraulico per la pulizia delle strade, acquistati nel 2011, attraverso un mutuo con la cassa depositi e prestiti) avevamo ragione. La vicenda è venuta fuori in concomitanza con la recente e improvvida sospensione da parte del sindaco Capalbo, dell’affido alla ditta E-Log, che poteva far ripiombare Acri in una emergenza spazzatura come negli anni 2013 e 2014. Nel 2015 contestammo la vendita di questi automezzi perché affermavamo che “in caso una prossima Amministrazione volesse proseguire la strada della differenziata senza l’ausilio di ditte private, avendo già diversi mezzi a disposizione” oppure “potrebbero ritornare utili come noli a freddo o in caso di emergenza quali scioperi o eventi straordinari”.  Inoltre, essendo dei beni mobili registrati, essi dovevano passare dall’avallo del consiglio comunale, cosa che non è avvenuta.

Il consigliere Cavallotti che oggi come allora siede nei banchi della maggioranza, insieme al dott. Viteritti, si opposero alla vendita degli autocompattatori. Cavallotti ha pubblicamente affermato di avere i verbali di quella vendita, e gli chiediamo di renderli noti per accertare se esistono profili di illegittimità. Valuteremo se presentare un esposto alla Procura della Repubblica e al Prefetto, per accertare le modalità e se ci siano stati degli abusi nella vendita.

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