Libera Associazione Cittadini Acresi

Sito della Libera Associzione Cittadini Acresi

Mese: Settembre 2016

Ospedale, forse ci siamo sbagliati!

Forse ci siamo sbagliati. Forse hanno ragione loro, i nostri amministratori. Forse… ma l’importante è stare sempre bene in salute.

Mentre la nostra associazione crea allarmismo nei cittadini, con “false” affermazioni in materia sanitaria circa il destino del nostro ospedale, abbiamo la fortuna di avere super esperti in materia sanitaria e in materia politica programmatica, altrimenti chissà cosa ne sarebbe stato della Sanità acrese! Mentre i Nostri, a loro dire, hanno valutato, discusso, progettato, e programmato negli ultimi tempi, noi sempre sbagliando abbiamo riscontrato che nell’atto aziendale emanato dall’ASP di Cosenza ci sono alcune cose che non tornano. Per questo, noi, sempre sbagliando, lo abbiamo evidenziato ai cittadini. Il dubbio è legittimo: perché i Nostri non hanno evidenziato gli “ottimi” risultati ottenuti? I super politici ci etichettano come pseudo esperti in Sanità ma noi esercitiamo il sacrosanto diritto di critica.

Il reparto di Chirurgia è attivo come ricoveri o no? La RM era già prevista ai tempi di Scopelliti, dov’è? Il “Percorso Nascita” è mai nato? La Lungodegenza quando parte? L’ambulatorio di Oncologia si farà? Mentre noi poniamo “false” domande, i nostri super politici esperti cosa hanno fatto?

Noi dal canto nostro, vorremmo una Sanità diversa, con un presidio ospedaliero diverso, che dia risposte diverse da quelle attuali, e per questo abbiamo una proposta elaborata nell’interessi dei cittadini.

Intanto, l’ospedale è sempre più spento.

Ospedale addio!

Il Direttore Generale dell’ASP di Cosenza, dott. Mauro, ha emanato, con delibera 1397 del 29 agosto 2016, l’attesissimo l’atto aziendale che dovrebbe ridisegnare l’organizzazione sanitaria della provincia di Cosenza, come prescritto dal DCA 30 del 2016.

Insieme a tutte le altre storture contenute in questo documento, possiamo certamente osservare che rispetto al decreto del commissario Scura, per l’ospedale di Acri non vengono implementati ne l’ambulatorio di oncologia, ne la lungodegenza. Il P.O. di Acri dipenderà dallo Spoke Corigliano/Rossano, e implicherà necessariamente un possibile “furto” di personale e di apparecchiature, come già avvenuto durante l’esistenza dello Spoke Acri/Castrovillari. Chi parlava di un potenziamento e non di smantellamento, della struttura ospedaliera ha solo preso in giro i cittadini acresi, che a tutt’oggi si ritrovano un ospedale ulteriormente ridimensionato rispetto a 2 anni fa, in cui avevamo almeno un reparto Chirurgia con i ricoveri ordinari, ed oggi praticamente il nulla!

Assisteremo sicuramente ad un calo di prestazioni in ogni reparto. Quello che fa davvero male è il fatto che l’ospedale viene percepito dalla popolazione, come una struttura che non più far fronte alle emergenze, ma neanche al più semplice intervento. Sarà destinato ad una fine ingloriosa, per quello che un tempo era un centro di eccellenza. Perciò, diciamo addio all’ospedale di Acri!

Ci chiediamo a cosa sono serviti gli incontri del parte del primo cittadino, che dovrebbe rappresentare e difendere la popolazione acrese. Ci chiediamo anche perché alla Conferenza dei Sindaci, nella quale dovrebbero essere recepite le istanze e le esigenze sanitarie di un territorio, perché non ha state portate proposte credibili? Perché non ha chiesto alla popolazione di combattere insieme per la difesa dell’ospedale? Questi sono i risultati che questi politicanti di amministratori hanno ottenuto per la popolazione acrese! Noi cittadini siamo amareggiati per questi sviluppi, che peraltro avevamo ampiamente previsto, soprattutto con la mobilitazione popolare, le denunce e le manifestazioni. L’amministrazione cittadina sorda, insieme al presidente Oliverio, che ad Acri ha preso migliaia di voti, ed al commissario mandato da Roma, tutti colpevoli di non aver recepito le istanze e le proposte dei cittadini, che vedono calpestato il proprio diritto alla Salute!

Ci (Ri)siamo!

Eccoci qui.

Non ci siamo arresi, come qualche “vecchio volpone” avrebbe voluto, ma è difficile tenere sempre alta l’attenzione e combattere con il volontariato e con i pochi mezzi a disposizione, contro il sistema di clientele e favoritismi che vige nel nostro paese. Abbiamo, purtroppo, anche constatato che non è la libertà che manca, quello che mancano sono gli uomini (e donne) liberi!

In questi mesi abbiamo notato un timido risveglio delle coscienze, e di questo crediamo di aver contribuito anche noi. Sono accaduti molti fatti della vita pubblica cittadina che necessitavano di una attenzione speciale, e dei quali alcuni nostri concittadini vicini, ma anche lontani, hanno scritto.

Abbiamo assistito al continuo depauperamento del nostro Ospedale, come di tutta la Sanità pubblica nazionale, presi di mira da chi vuole privatizzare i servizi pubblici, con logiche che avvantaggiano il mero profitto a discapito della salute dei cittadini, ed alle quali dobbiamo opporci. Noi su questo siamo stati sempre ignorati da parte dell’amministrazione, nonostante avessimo da dire la nostra.

Abbiamo assistito all’inaugurazione di un bar di un privato cittadino, con tanto di fascia tricolore, in barba al criterio di “un uso corretto” della stessa riservata a occasioni ufficiali e istituzionali. Fascia che invece mancava, è sempre bene ricordarlo, nella manifestazione a difesa dell’ospedale dell’aprile 2015.

Abbiamo osservato con ribrezzo al taglio sconsiderato di alberi, i quali non hanno avuto, negli anni la cura che meritavano. Gli stessi, pochi mesi prima erano stati “selvaggiamente” capitozzati, il tutto per il semplice profitto, che troppo spesso ha la meglio sul buon senso e sulla buona amministrazione della cosa pubblica.

Abbiamo constatato che non è stata risolta l’ormai cronica carenza d’acqua che assilla tutto il territorio cittadino. Acqua che invece viene usata per annaffiare rotonde, date in concessione a privati, con spazi pubblici “venduti” per nulla, in barba anche al codice della strada.

Abbiamo ricevuto la porta in faccia da parte del sindaco per la concessione del gratuito patrocinio per l’organizzazione di una giornata di promozione culturale acrese, perché poco “graditi”, tipico atteggiamento di chi di arroga il diritto di disporre della cosa pubblica come se fosse propria, dimenticando di essere un nostro dipendente, che presto o tardi dovrà lasciare la poltrona. Patrocinio concesso anche a iniziative con scopo di lucro!

Intanto, le bollette continuano ad arrivare: ultima delle quali l’ICI dell’anno 2011 di cui emesse a tappetto a tutti i cittadini, anche quelli che hanno già pagato! Nessuna risposta hanno avuto tutte le nostre richieste dello scorso anno per la detrazione dell’80% per il disservizio sulla raccolta dei RSU. Nessuna notizia sulla promessa del sindaco sui 700 mila euro a compensazione per la chiusura delle discariche pubbliche regionali.

Siamo disgustati nel vedere che un cittadino viene querelato per aver sollevato questioni oggettive alle quali non si risponde nel merito, ma alle quali si accampano scuse arzigogolate senza ne capo ne coda.

Siamo stufi di vedere questa nostra città in balia del pressapochismo di chi ci amministra, troppo preso a spartirsi quel poco che ancora rimane, scaricando i debiti di bilancio ed elettorali sulle future generazioni.

Ci siamo e ci saremo statene certi, di questi e di altri temi ci occuperemo presto!

Noi vogliamo sentirci orgogliosi di chiamarci acresi, passi anche acritani, ma non vogliamo di certo essere definiti Acretini!

Firmato: Libera Associazione Cittadini Acresi.

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