Libera Associazione Cittadini Acresi

Sito della Libera Associzione Cittadini Acresi

Mese: Dicembre 2016

Cornuti e mazziati!

Con ordinanza n. 2209, pubblicata il 1 dicembre 2016, il Tribunale di Catanzaro, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, ha condannato il Comune di Acri al pagamento delle spese legali, nell’ennesimo contenzioso legale, regalatoci dal nostro “amato” sindaco, imbastito contro la società Andromeda Informatica Srl, che ha visto il comune di Acri risultare soccombente. Dalla residenza comunale in questa occasione non è giunto nessun comunicato, come invece avvenne in pompa magna quando ci fu una parziale sentenza a favore dell’Ente, segno che la questione è bene che non diventi di dominio pubblico, a dimostrazione della malafede e incompetenza di questi amministratori. Ricordiamo che a inizio gennaio di quest’anno, la Giunta Tenuta ha deliberato per il cambio del fornitore dei servizi telematici, che ha visto l’aggiudicazione da parte della DEDAGROUP S.p.A., con un contratto di 3 anni, e per un importo di poco sopra i 55 mila euro. A tutt’oggi non è ancora avvenuto alcun trasferimento di servizi a causa di un contenzioso instauratosi con la società Andromeda Informatica. Nel frattempo la Andromeda sta continuando a fornire regolarmente i servizi, nonostante il Comune si stia rifiutando di pagarne i relativi canoni. Per comprendere meglio la vicenda abbiamo contattato l’Amministratore della Società che ci ha fornito la seguente versione dei fatti:

Andromeda Informatica fornisce servizi informatici al comune di Acri da oltre trenta anni sulla base di un contratto di fornitura di durata annuale che la società ha proposto ogni anno al Comune che ne ha deliberato l’accettazione. A parità di servizi il canone annuale è rimasto inalterato salvo indicizzazione ISTAT. Il contratto prevede, nella ipotesi di cessazione del rapporto, la disponibilità della Andromeda informatica a fornire un servizio di trasposizione dell’intero contenuto delle basi dati attuali e storiche in formato esplicito e decodificato utilizzabile da qualsiasi fornitore subentrante, a fronte del pagamento di un compenso commisurato alla dimensione degli archivi da trasferire. Il Comune di Acri ha rinnovato il contratto di fornitura fino al 31 dicembre 2015. Nel corso dell’anno 2015 l’Amministrazione ha deciso di indire una gara per l’affidamento del servizio per il triennio 2016/2018. La gara è stata aggiudicata ad altra società e pertanto l’Amministrazione ha comunicato alla Andromeda la volontà di procedere al rinnovo per il tempo necessario all’avviamento del nuovo sistema pretendendo però l’esecuzione del servizio di estrazione delle basi dati a titolo gratuito anziché a fronte del compenso contrattualmente previsto. La divergenza ha dato luogo ad un contenzioso che l’Amministrazione ha ritenuto di portare nelle aule di giustizia. Una prima causa intentata presso il Tribunale di Cosenza ha prodotto una sentenza a favore delle tesi sostenute dalla Andromeda, condannando il Comune al pagamento delle spese legali. Una seconda vertenza è stata intentata presso il Tribunale di Catanzaro con lo scopo di ottenere un provvedimento di urgenza per imporre alla Andromeda il servizio di trasposizione degli archivi, paventando il rischio di interruzione di pubblico servizio. Il Tribunale ha rigettato la richiesta, condannando l’Amministrazione al pagamento delle spese, in quanto la Andromeda sta regolarmente erogando i servizi al Comune in attesa della conclusione della vicenda. La Andromeda sta garantendo la continuità nonostante il Comune si rifiuti di pagare le fatture emesse nel corso del 2016 con la motivazione che non è stato stipulato alcun contratto.

Questa la ricostruzione della vicenda. Insomma, oltre al danno la beffa. Pensiamo, visto il periodo festivo, di restituire il regalo all’amministrazione Tenuta, che nel frattempo ha mandato in disseto il Comune. Chiederemo alle autorità preposte di accertare le responsabilità in questa vicenda, per eventuale danno erariale. E’ giusto che chi sbaglia paghi, e non siano invece sempre i cittadini già vessati da tasse al massimo.

PERCHE’ TUTTO QUESTO?

L’ultima fregatura che questa specie di amministratori vogliono rifilare agli acresi, è quella dell’affidamento ad una società privata il servizio di riscossione. Tutto questo nonostante l’Ufficio Tributi comunale sia stato potenziato. Per non contare i mancati introiti per le casse comunali per centinaia di migliaia di euro all’anno. Questi amministratori, sono gli stessi che hanno sempre dato agli altri le colpe del proprio fallimento.

Ci chiediamo: a cosa è servito portare le tariffe al massimo consentito come se il commissario fosse arrivato già oltre 3 anni e mezzo fa? Ora noi cittadini dobbiamo ripianare i debiti, noi dobbiamo pagare… gli errori di chi?  Noi non ci stiamo ad accollarci decine di milioni di euro di debiti, senza che sia fatta piena luce sulle responsabilità di tutte le amministrazioni che si sono succedute fino ad oggi.

Il prossimo consiglio comunale è previsto per martedì 27 dicembre alle ore 14.00, nel quale verrà decretato il dissesto finanziario.

Invitiamo i nostri concittadini a partecipare ai lavori del consiglio per far sentire la nostra presenza ai nostri dipendenti: sindaco, consiglieri e assessori.

Eccellenze Acresi.

Siamo orgogliosi di avere tra le molte eccellenze acresi un’azienda legata al territorio e dedita al perseguimento della qualità dei propri prodotti. Sono tanti i riconoscimenti assegnati all’azienda Romano di Acri. A Parma, hanno ricevuto il primo premio al campionato nazionale del salame, al Vinitaly, la celebre manifestazione che si svolge ogni anno a Verona e dedicata al vino, sono arrivati primi nella categoria “Salami speciali territoriali”. Ultimo premio in ordine di tempo quello consegnato a Rovito (CS), il 18 dicembre scorso, durante la manifestazione La notte degli oscar “Personaggio dell’anno” XI edizione.

Tutto nasce dal Nero di Calabria, una razza suina che dà il meglio di se quando viene assecondato nelle sue abitudini alimentari. Razza che ormai sembrava destinata all’estinzione negli anni 70 del ‘900, per far posto ad allevamenti intensivi e più redditizi. Quasi scomparsa dalle campagne della nostra terra, dove ne rimanevano pochi esemplari, viene “riscoperta” sotto la spinta di politiche agricole più avvedute e per il mutamento delle abitudini alimentari. Il Nero di Calabria non è un animale da batteria, dalla lenta crescita, dalla bassa fertilità, e con una resa inferiore a quello “rosa”, ma dalle eccellenti proprietà organolettiche delle sue carni, adatte agli insaccati di qualità. L’azienda Romano, giunta alla terza generazione, nel rispetto delle tradizioni, alleva il suino nero allo stato brado ricavandone delle carni rosse che diventano eccellenti salumi e insaccati, che solo il pascolo di montagna può permettere di ottenere. Salumi che nulla hanno a che fare con la quantità, perché essi primeggiano in qualità che deriva dai costanti sacrifici nell’allevamento, alla macellazione, fino ad arrivare alla preparazione degli insaccati, per palati che sanno distinguere i profumi ed i sapori della nostra Calabria.

Di male in peggio!

Un vecchio proverbio afferma: “Sbagliare è umano, perseverare è diabolico”. Apprendiamo con estrema sconforto che con determina n. 54 del 01/12/2016, del responsabile della Centrale Unica di Committenza, si da via libera al bando per l’esternalizzazione della riscossione del servizio tributi da parte di una società privata per conto del Comune.  L’atto dà seguito alla delibera di consiglio “truffa” sull’esternalizzazione del servizio tributi partorita lo scorso 12 ottobre. La conseguenza di tale procedura sarà che l’Ufficio Tributi comunale non avrà più il controllo della riscossione dei tributi, nonostante lo stesso sia stato potenziato, nonostante aver aderito all’ANUTEL, nonostante la collaborazione di un ex dirigente dell’Agenzia delle Entrate che ha messo a punto un progetto per l’efficientamento delle entrate comunali, nonostante il mancato introito di oltre 3 milioni di euro in 6 anni per le casse comunali, nonostante sia in possesso del software gestionale, nonostante il dissesto conclamato. A questo scempio, il giorno 8 novembre 2016, è stata presentata formale richiesta per l’annullamento in autotutela della delibera di consiglio n.41/2016, sottoscritta da forze politiche, sindacali e associative. In essa, sono stati illustrati i motivi per i quali questa procedura va contro gli interessi dei cittadini e contro quelli delle casse comunali, ormai in dissesto, ma Tenuta e Co. hanno deciso di che “questo matrimonio sa da fare”, a tutti i costi! A pagare per l’incompetenza e la disorganizzazione di questi amministratori saranno come sempre i cittadini, che nell’attesa dei commissari, già piangono lacrime amare. Faremo quanto possibile per contrastare questa ingiustizia. Richiamiamo al senso di responsabilità tutti i cittadini che hanno sottoscritto di comune accordo la richiesta, perché si impegnino attivamente a contrastare in ogni modo questo “furto” ai danni degli acresi.

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