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Un altro giro di giostra

Ecco che ci risiamo, si torna a votare… altro giro altra corsa! Domenica prossima saremo chiamati a ad eleggere, di nuovo, in meno di 2 anni, i nostri rappresentanti nel consiglio regionale calabrese. E’ un voto importante, perché le decisioni prese a livello regionale ricadono pesantemente nella vita quotidiana dei cittadini, dopo che, oltre vent’anni orsono, la riforma costituzionale ha attribuito alle regioni poteri di legislazione concorrente in molte materie, come ad esempio la tutela della salute (Sanità), la protezione civile, istruzione, ecc.. La riforma, che doveva contenere i costi della politica, ha provocato l’aumento dei centri di spesa, soprattutto al Sud, con un incremento del costo di gestione ordinaria decuplicato nel giro di 11 anni. La Calabria, regione più povera d’Italia, è diventata un enorme carrozzone dove piazzare parenti e amici, o “trombati della politica” nelle varie agenzie o partecipate, come la famigerata Sorical. Per i calabresi le cose in 20 anni sono notevolmente peggiorare, a partire dal SSR che non riesce più a garantire i LEA in nessuna delle 3 aree prese in esame (ospedaliera, distrettuale, prevenzione). Ecco che allora che, tra personaggi vecchi e nuovi “salvatori della patria”, troviamo soggetti dal passato politico tutt’altro positivo. L’ex presidente Oliverio, che ha campato di politica per quasi quarant’anni, oppure l’ex sindaco Tenuta, candidato con il centrodestra, che, tra i molti disastri amministrativi, ha lasciato un comune in dissesto finanziario, bollette pazze, debiti e malagestione della cosa pubblica, arrivando a creare uno stato di conflitto aperto con la popolazione. Come non citare personaggi del calibro di Aieta e Bevacqua, che ad Acri si sono visti solo in occasioni di manifestazioni essenzialmente politiche, appoggiati da sponsor locali, tutti che cercano un altro quinquennio spesati da noi. La lista purtroppo e lunga, tutti in cerca di voti. Ci rendiamo conto che la delusione e l’amarezza per il deserto morale e sociale creato dalle passate giunte regionali, sentimenti che condividiamo pienamente. Nonostante ciò invitiamo i nostri concittadini ad andare a votare, perché non è vero che non serve a niente, servirà per chiedere conto a chi verrà eletto del proprio operato, che in difetto dovrà essere preso “a calci nel sedere”! Allora non scegliete l’amico, il parente, il conoscente, quello che ci ha trovato un lavoretto, sono tutti ricatti sulla pelle della povera gente, votate la persona che ritenete all’altezza di rappresentarci, e perché lo ritenete all’altezza del compito che dovrà svolgere.

“Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?”

                                                                                                                                  (Sant’Agostino)

Un imperversante degrado sociale?

Pensavamo che certi fatti fossero ormai relegati ad un lontano passato in quest’epoca che dovrebbe essere culturalmentemoderna e progredita, ma purtropponoi della L.A.C.A. dobbiamo raccontare di spiacevoli episodi accaduti nel nostro territorio, quasi di (stra)ordinaria follia! Siamo rimasti allibiti, sconcertati,nonché schifati, per quanto accaduto nella notte tra lo scorso 12 e 13 agosto ad una normale e rispettabile famiglia residente in Contrada Croce di Baffi a Là Mucone, vittima di un gravissimo atto vandalico: ben 5 pneumatici di due vetture sono stati squarciati con inaudita violenza! L’aspetto più inquietante è che le due auto erano parcheggiate, una in un viottolo pubblico cieco, che conduce all’ex scuola elementare, dove spesso vengono parcheggiate altre autovetture,mentre l’altra nella proprietà privata adiacente l’abitazione della famiglia. Oltre al danno economicamente considerevole, i proprietari sono rimasti inevitabilmente traumatizzati dall’accaduto. Una piccola borgata che fino a pochi giorni fa, poteva definirsi “tranquilla”, ora non lo è più…La maggior parte degli abitanti, anche di altre Contrade, hanno già dimostrato solidarietà e vicinanza alla famiglia vittima di questo gesto orripilante.Le domande, a questo punto, sorgono spontanee: si tratta di un vero e proprio atto intimidatorio? Per quale motivo poi? Si tratta di evento causato dall’imbecillità e dalla viltà degli autori del gesto? Possiamo solo dire agli ignoti malfattori di VERGOGNARSI e di rendersi conto di quanto provocato. Un accadimento di questa portata non rappresenta assolutamente un bel “biglietto da visita” per il nostro Paese, che di questi tempi è afflitto da mali atavici ai quali non è stata data una degna soluzione. Un fatto che provoca ulteriore sfiducia, sdegno e sconforto sull’intero territorio comunale, che purtroppo non rimane un fatto isolato: infatti non è che uno dei tanti eventi criminosi che stanno martoriando in lungo ed in largo la nostra amata terra, come i noti furti in abitazione. Ci sentiamo pertanto di esortare e sensibilizzare, sia l’intera Amministrazione comunale, sia le Forze dell’ordine affinché prendano atto di quanto accaduto e di intervenire, secondo le proprie competenze e possibilità, attuando una più frequente e adeguata vigilanza attiva su tutto il territorio. Chiediamo anche ai nostri concittadini, per quanto possibile, di collaborare in tal senso, infatti solo così potremo contrastare tali spiacevolissimi eventi.

Una politica fallimentare.

Vorremmo tanto occuparci di problemi concreti, ma purtroppo ci vediamo costretti a puntualizzare alcuni aspetti riguardo al farneticante articolo di Articolo1 MDP, che chiama in causa la nostra associazione. Innanzitutto, riguardo al cosiddetto ecodistretto, ci perdonerà il “sindaco” Bonacci se, due anni orsono, invece di parlare con lui siamo andati a discutere col sindaco Capalbo, sollevando le ovvie criticità di un siffatto impianto e sulla sua realizzazione ad Acri. Per noi, ma anche per buona parte della popolazione, sarebbe stato folle portare centinaia di TIR su per la SS660, pieni dei rifiuti della provincia di Cosenza, costruendo un mega impianto con annessa discarica, a meno di 2Km dall’abitato e per di più a ridosso di una frana. Per una misera quindicina di posti di lavoro, visto che l’impianto sarebbe altamente automatizzato. Perfino la Regione, che ha pesanti responsabilità nella gestione dei rifiuti, commissariata da un quarto di secolo, lo ha bocciato senza appello: complimenti!Il “sindaco” Bonacci ci vorrà ragguagliare sulla presenza di un soggetto, pensionato comunale che, richiamato dalla quiescenza, opera come “organismo interno di valutazione”, il quale parrebbe che, a detta di molte persone che hanno a che fare con gli uffici comunali, faccia tutt’altro rispetto a quello che è chiamato a svolgere. Il “sindaco” Bonacci, si lamenta che non ci sono sufficienti finanziamenti per opere pubbliche, ma questi si ottengono recandosi nelle sedi opportune (Unione Europea, Ministeri, Regione, Provincia, …) e partecipando a bandi pubblici, non rimanendo tutto il giorno dentro il comune a rigirarsi i pollici.Per quanto riguarda le proposte, il “sindaco”Bonacci dimentica che, le abbiamo suggerite a questa amministrazione nella figura del sindaco Capalbo, in diversi momenti e su vari temi. Possiamo portare ad esempio quella sulla gestione del cimitero, una proposta fattibile sull’ospedale “Beato Angelo”, la proposta di effettuare le letture di acconto e conguaglio dei contatori dell’acqua con dispositivi informatici, il censimento delle utenze domestiche e non domestiche, la diminuzione delle tariffe TARI e Servizio idrico, e tante altre. Quando non si hanno idee e si amministra alla giornata, i risultati fallimentari sono sotto gli occhi di tutti. La precedente amministrazione ci chiamava velatamente evasori, MDP-Articolo1 va oltre, definendo volutamente la nostra associazione “libera associazione cittadini anche evasori”, per tale motivo stiamo valutando se dare mandato ad un legale di fiducia per querelare l’autore dell’articolo,nell’interesse di tutelare l’onorabilità di tutti i nostri associati. Sulla pubblicazione degli elenchi degli “evasori”, l’Amministrazione faccia quello che ritiene opportuno. Noi siamo per il SI alle buone proposte. Noi siamo per il fare, sempre e soltanto per l’interesse collettivo e mai di parte. Noi non siamo la controparte politica di questa Amministrazione, siamo solo dei cittadini con la schiena dritta, che chiedono il rispetto dei propri diritti. Siamo stufi di subire, la misura è ormai colma.

PS: la gestione fallimentare dell’emergenza incendi di questi giorni, conferma ancora una volta l’incapacità e la miopia organizzativa di questa Amministrazione. Un plauso va a tutti volontari, ai Vigili del Fuoco, agli operatori comunali, impegnati in questo gravoso compito, senza di loro le conseguenze sarebbero state ancora più nefaste.

La sensibilità ambientale a seconda della convenienza!

Durante l’estate 2019 ha tenuto banco, ad Acri la vicenda sull’ecodistretto, per la cui realizzazione l’Amministrazione in carica aveva dato la propria disponibilità a prescindere dalla volontà dei cittadini e contro ogni criterio geologico, ambientale, logistico, economico e la vocazione agro-turistica del comprensorio. Immediatamente la quasi totalità della popolazione Acrese, contraria a questo scellerato progetto, noi della L.A.C.A., insieme al “Comitato No Ecodistretto”, abbiamo dato un importante segnale affinché gli amministratori desistessero dai loro nefasti propositi. All’epoca, dalla cittadella regionale non giunse alcuna voce a sostegno delle ragioni portate avanti dai cittadini, che osteggiavano quella “oscura ed incomprensibile” posizione assunta dall’amministrazione Capalbo, esclusivamente con le proprie forze, senza il sostegno di alcun consigliere regionale. Contrariamente a quanto successo allora, oggi, due consiglieri regionali, On.li D. Bevacqua e G. Aieta, hanno ritenuto opportuno prendere posizione a favore dei cittadini di Villapiana che si battono per il medesimo obiettivo: impedire la realizzazione dell’ecodistretto sul loro territorio,anche qui fortemente voluto dal Sindaco e dalla maggioranza. Ci chiediamo come mai questi signori non sono intervenuti quando la minaccia gravava sul comune di Acri?. Come mai non hanno ritenuto opportuno prendere posizione contro la scellerata linea assunta dall’amministrazione Capalbo all’epoca dei fatti?. Eppure, sarebbe stato molto più semplice per loro considerato che diversi componenti dell’Amministrazione attualmente in carica hanno fatto o fanno ancora parte, a vario titolo, dello staff dei due Onorevoli regionali, beneficiando dei relativi lauti compensi mensili, o, comunque, sono a questi politicamente legati. Il consigliere di maggioranza Raffaele Morrone (primo eletto nella lista del PD), con un contratto da autista al 50%, fa parte della struttura speciale del consigliere regionale D. Bevacqua; l’assessore Franca Sposato (eletta nella lista del PD) anch’essa politicamente collegata all’On. Bevacqua a livello regionale. La moglie del consigliere di maggioranza Luca Siciliano (eletto nella lista del PD), in qualità di “responsabile amministrativo al 50%”, e lo stesso sindaco di Acri Pino Capalbo (PD), quale “collaboratore esperto al 50%”, fanno parte dello staff del consigliere regionale G. Aieta, al quale fa riferimento, all’interno dell’assise consiliare,anche il “gruppo DP” formato dai due consiglieri di maggioranza Luca Siciliano e Mario Fusaro. Gli On.li Aieta e Bevacqua, che oggi si “stracciano le vesti”, che non si sono mai visti sul territorio acrese se non per procacciare voti e che oggi si spendono in favore dei cittadini di Villapiana, perché due anni fa non hanno sostenuto le ragioni dei cittadini acresi inducendo i “loro uomini” a schierarsi contro quella linea anziché esserne fautori e fervidi sostenitori?. Come associazione di liberi cittadini, che da anni si spende in modo disinteressato per la tutela dei diritti della comunità, confidiamo nella memoria lunga degli acresi, quando da qui a poco “qualcuno” inizierà a bussare alle porte delle loro abitazioni per portare i volantini elettorali con sovraimpressi i nomi di chi non ha fatto nulla per il nostro territorio e per la Calabria intera, da destra a sinistra senza distinzione. Alzate la testa acresi, presentate il conto delle loro malefatte, e poi dite di sparire dalla vista cacciandoli a pedate dal nostro territorio. Dite a questi soggetti di andare via non abbiamo bisogno di loro, sono loro che hanno bisogno dei nostri voti.

Insieme si vince.

L’Associazione LACA, è impegnata da anni nella difesa dei diritti dei cittadini, in particolar modo quello alla salute, accoglie con grande favore la notizia della nascita di un nuovo comitato di liberi cittadini a difesa anch’esso del nostro nosocomio. Questo nuovo gruppo di volenterosi che si stanno impegnando per una causa giusta e per il rilancio di una struttura sanitaria come il nostro ospedale ormai depotenziato da anni di politiche scellerate e dal piano di rientro ormai decennale. Nell’augurare buon lavoro a questo nuovo Sodalizio, al quale offriamo al contempo la più completa disponibilità a collaborare e per qualsiasi esigenza tematica/organizzativa, qualora questa nuova compagine lo desiderasse. Cogliamo l’occasione, per ribadire la nostra posizione, che stiamo portando avanti da circa 7 anni, affinché vi sia un riconoscimento giuridico/normativo che porti all’inserimento del P.O. “Beato Angelo d’Acri” nella rete regionale per acuti, definendo a livello ministeriale e regionale, una nuova tipologia di struttura autonoma, distaccata dagli Spoke e dall’Hub di riferimento. Fu grave l’errore, per il solo motivo di attuare un piano di rientro dal debito, aver chiuso o ridimensionato strutture periferiche di montagna. Per questo, dopo un intenso lavoro di squadra con altre associazioni presenti sul territorio provinciale, oltre sovra provinciale, e con esponenti politici dell’Emilia Romagna e Toscana, esperti di tematica sanitaria, abbiamo elaborato una nostra proposta che mira a riaprire e/o potenziare per come erano ospedali ormai “agonizzanti”, ipotizzando addirittura la riapertura dei punti nascita, con una rimodulazione del numero delle nascite da 500 a 300. In vista della prossima stesura dell’atto aziendale dell’ASP di Cosenza, ricordiamo alla cittadinanza, ed ai politici locali, ormai presi soltanto dalle loro beghe personali, sarà necessario inquadrare il nosocomio acrese come ospedale generale. Se ciò non sarà praticabile, che almeno sia creata una zona franca per questa tipologia di ospedali, come SPOKE DI MONTAGNA e quindi autonomi, per come già descritto nella nostra proposta e depositata in tutte le sedi istituzionali.

La sindrome de “Il Marchese del Grillo”!

Magistrale fu l’interpretazione di Alberto Sordi in questo film, in cui dava vita ad un nobile della Roma di inizio ‘800, che, sfruttando i privilegi derivanti dalla propria condizione, sbeffeggiava il potere senza però mai metterlo in discussione, essendone parte integrante. Un nobile che commetteva soprusi verso plebei e gente comune, protetto dal suo status al di sopra della legge. Ma, mentre Sordi impersonava una soggetto di fantasia, anche se ispirato ai costumi dell’epoca, il nostro Padula raccontava di signorotti e “galantuomini”, nella Calabria dell’Italia pre e post unitaria. Padula parlava,da testimone attento e critico, degli accadimenti della nostra terra, delle ingiustizie e delle vessazioni perpetrate ai danni del popolo da chi invece doveva proteggerlo ed emanciparlo.

Passano i decenni, muta il contesto storico, ma certi atteggiamenti perdurano, cambia solo il modus operandi. Ecco che allora taluni personaggi prendono il posto dei signorotti e dei galantuomini. Il potere dinastico sostituito dal potere politico, i latifondisti sostituiti dai portatori di capitali. Il potere viene così esercitato anche attraverso atteggiamenti prevaricatori nei confronti degli oppositori. Il potere sfrutta le tecnologie del proprio tempo. Ecco che allora vengono create “squadre” di ricerca su internet, con l’obiettivo di carpire anche i post di dissenso.

Con messaggi minacciosi, nemmeno troppo velati, ci si rivolge verso chi esprime idee diverse dalla propria, verso quanti ‘osano’ dissentire contro l’operato di lor signori.C’è chi si arroga il diritto di gestire la cosa pubblica come fosse propria, chi abusa della propria posizione per elargire favori invece di far osservare le norme e pretendere il rispetto dei diritti personali inalienabili.

Allora può anche succedere che, in barba alle misure anticontagio, c’è chi festeggia in una saletta privata di un bar del centro di Acri. Quelle stesse persone che dovrebbero far rispettare le norme e le disposizioni anticovid, mentre si assiste al triste spettacolo di attività commerciali chiuse, di cittadini costretti agli “arresti domiciliari” e di lavoratori autonomi ridotti alla fame.

Un popolo impaurito è più facile da controllare, e attenzione… giammai renderlo consapevole delle perverse dinamiche sottese al vile asservimento, serio sarebbe il rischio di provocarne la rivolta contro i gran signori.

Un popolo edotto e cosciente saprebbe ben distinguere il bene dal male, i diritti dai favori, la pratica del buon amministrare dal mero opportunismo, e allora si rivolterebbe contro il sistema rivendicando con tenacia le proprie ragioni, chiedendo conto di tutto ciò che non appare chiaro e trasparente.

Cari concittadini tenetelo bene in mente, abbiate sempre memoria lunga e non accettate prebende!!

<<Acri – scrive Padula – è un paese originale: ha da 12 a 14 mila abitanti, gli uomini vi sono ingegnosi, sobri, provvidi, amanti della fatica e indefessi; le donne belle, ardite, graziose parlatrici e di irresistibile seduzione. Acri ha, insomma, tutti gli elementi per riuscire un bel paese; e non di meno il popolo vi è barbaro, maligno, feroce, privo che egli è dell’educazione religiosa e civile. Non ha la prima, perché il numeroso suo clero non pensò mai a dargliela, ed i parroci furono rape o intesi solo a far denaro; e non ha la seconda, perché disgraziatamente i galantuomini tutt’altro gli diedero che esempi di moralità. Cala il feudalesimo è in tutto il suo rigore, il popolo vi è oppresso, rubato, disonorato; né altrove, quanto ivi è così profondo l’odio della gente minuta contro la gente in falda. E tutte le volte che vi fu rivolgimento politico, il primo grido di quel popolo maligno fu sempre morte ai “galantuomini”. Esso non conosce affatto la virtù della gratitudine, ed uno dei suoi detti è questo: “Bacio la mano del galantuomo, ma gliela vorrei veder tagliata>>.

Marchese del Grillo, il grande Alberto Sordi

Covid, la Laca raccoglie richieste di sgravi fiscali

La Libera Associazione Cittadini Acresi, con sede in Acri alla via Giorgio De Chirico n° 61, porta a conoscenza della cittadinanza che, alla luce della passata e presenteemergenzadovuta all’epidemia da Covid-19, e per effetto dell’emanazione della zona rossa per la Calabria a partire dal 5 novembre, sta avviando una campagna di richieste di sgravi fiscali inerente tasse ed oneri comunali, oltre a richiedere aiuti economici presso la Regione e/o il Governo Nazionale, per le attività commerciali ed i cittadini messi in difficoltà dalla pandemia. Si fa presente pertanto che tutti i cittadini e le attività commerciali, che stanno subendo disagio economico dovuto al fenomeno pandemico, si possono rivolgere al presidente dell’associazione, signor Vincenzo Toscano, oppure scrivendo alla casella di posta elettronica laca.acri@gmail.com. Gli interessati dovranno far pervenire entro il termine del 15 novembre prossimo una comunicazione per iscritto, in modo da poter formulare una richiesta univoca da inoltrare ai rispettivi enti amministrativi.

Libera Associazione Cittadini Acresi

Work in progrss

La Libera Associazione cittadini Acresi nasce nel 2015 da un gruppo di persone che non vedendo rispettati i propri diritti decidono di scendere in campo per la difesa degli stessi, prima con la costituzione di un comitato spontaneo, poi in seguito trasformatosi in associazione.

Comunicato Stampa

Il 20 maggio scorso, presso il palazzo Padula, si è svolto un incontro-dibattito sul rilancio dell’ospedale di Acri, alla presenza dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Senato e Camera, Rosa Silvana Abate, Francesco Sapia, Francesco Forciniti ed il Sindaco di Acri, Pino Capalbo, al quale hanno partecipato cittadini e membri della LACA. Visto il tema così importante, l’incontro è andato aldilà delle contrapposizioni politiche. Nel suo intervento, il sindaco Capalbo ha rivendicato l’impegno della propria amministrazione verso l’ospedale: un consiglio comunale aperto a settembre, il dialogo continuo con Regione e ASP di Cosenza, la richiesta di attuazione dell’atto aziendale con l’apertura del reparto di Lungodegenza, dell’ambulatorio di oncologia, il primario di Medicina, i 4 posti in più in dialisi, le postazioni di O.B.I. in Pronto Soccorso

già attivo e funzionante con una lista di attesa azzerata in quanto lo specialista medico oncologo si è messo a disposizione dei pazienti bisognosi di queste cure, l’inaugurazione della Risonanza Magnetica, Il bando di concorso per il nuovo primario di Medicina, attualmente il reggente e di Rossano. Dal canto loro i rappresentanti del M5S hanno evidenziato la gestione fallimentare di oltre 9 anni di commissariamento, la posizione subalterna e rinunciataria del presidente Oliverio rispetto a Scura, il mancato raggiungimento degli obiettivi di gestione delle ASP e A.O., i cui direttori hanno ricevuto ugualmente un bonus premiale. La posizione della Libera Associazione Cittadini Acresi da anni impegnata sul fronte Sanità, ribadita ancora una volta, nell’ottica di un piano di rientro, prevede la necessità di far ripartire il multidisciplinare di chirurgia, servizi ambulatoriali di medicina, aprire il reparto di Lungodegenza con il servizio di Riabilitazione. La nuova apparecchiatura della RMN di recente inaugurazione, a tutt’oggi ancora non ha espletato alcuna prestazione per la formazione del personale che dovrebbe farla funzionare questione di qualche settimana prima di poter vedere questo gioiello all’opera definitiva, e altre cose ancora da poter realizzare. Dopo questa ampia discussione fatta dai rappresentanti politici presenti, la LACA si inserisce nel dibattito chiedendo la parola di esprimere le sue motivazioni.Occorre rimodulare la rete ospedaliera calabrese, prevedendo anche per la provincia di Cosenza e per il nosocomio acrese la tipologia di Ospedale Generale e non più di area disagiata com’è adesso, passo essenziale per potenziare la struttura ospedaliera e cercare di riportarla a livelli precommissariali. Abbiamo apprezzato la disponibilità del Sindaco a collaborare con i parlamentari 5 Stelle, intercedendo personalmente anche con il presidente Oliverio, per far sì che cessi la gestione commissariale che impedisce ogni possibilità di rilancio dell’ospedale di Acri.

Si fa notare che la nostra associazione presente sul territorio Acrese dal 2015 dopo due manifestazioni di cittadini scesi in piazza per dire BASTA a tutto quel che stava accadendo in materia di TASSE E DI SANITA’ AD ACRI, con una amministrazione che allora è stata cieca e sorda a queste grida di lamento sociale e che non ha visto è  ascoltato il disaggio che in quelle giornate il popolo di acri stava gridando a gran voce, QUELLO  di potersi curare dignitosamente presso il proprio Ospedale  visto che lo si stava  depauperando delle sua funzione di struttura di cure per i malati e di un disagio economico in quando il DISSESTO DEL COMUNE stava causando alla intera popolazione con tariffe esose molto onerose dove non era possibile pagare per effetto della crisi  presente,  e dove  si chiedeva di rivedere le stime delle bollette  a dir nostro errate nella sua formulazione.

Tutto questa la LACA da tempo lo stà dicendo la stà portando nelle sedi opportune e che con l’attuale amministrazione a guida Pino Capalbo sta’ ottenendo dei risultati che in tutti questi anni non si erano visti, anzi enorme difficoltà ad essere ascoltati.

Dunque la LACA formula due domande ai presenti:

la prima ai parlamentari 5 stelle, e cioè, ormai a livello nazionale si intravede un governo a guida 5 stelle allora si chiede a loro quello di rivedere con urgenza immediata la figura del, commissariamento da parte della sanità regionale in quando si ritiene che 9 anni di questa struttura commissariale non abbia portato i benefici attesi, dove la massa debitoria non si è estinta anzi pare che sia aumentata, e dove la qualità della sanità regionale è ritenuta molto bassa in base al resto del paese.

La seconda al sindaco di Acri, quello di attivarsi immediatamente con il coinvolgimento delle realtà limitrofi al nostro territorio costituendo un gruppo di sindaci del comprensorio che vede insieme al nostro di ACRI quelli di Bisignano Luzzi Montalto Vaccarizzo San Demetrio Santa Sofia d’Epiro San Giorgio  per una percentuale di popolazione di circa 60-80 mila abitanti, dove proprio per il numero di popolazione si deve formulare una nuova proposta di un nuovo modello di rete ospedaliera che parte dalle zone disagiate di montagna, visto che l’attuale organizzazione regionale definita da tutti al COLLASSO cioè e fallito il sistema sanitario regionale calabrese ormai riconosciuta da molti anche da nostro presidente della giunta regionale, dove (LUI) attesta che bisogna ripartire dalla periferia e ridisegnare una nuova sanità regionale dove  tener conto dei disaggi di queste zone da salvaguardare proprio in virtù della peculiarità geografiche territoriale. E allora? FORMULIAMO insieme cittadini (LACA) politici amministratori (SINDACO) e rappresentati nazionali (DEPUTATI E SENATORI) che c’è urgente bisogno di cambiare nel prossimo piano sanitario regionale e poi nel prossimo atto aziendale la tipologia della denominazione di OSPEDALE DI AREA DISAGIATA con una nuova voce OSPEDALE SPOKE DI MONTAGNA  o Ospedale Generale dove con una nuova rimodulazione dei ricoveri dia al nostro Ospedale quella dignità di struttura per la diagnosi e cura peracuti cioè la possibilità  ai pazienti affetti da malattie di potersi ricoverare e curarsi dignitosamente presso il nostro Ospedale.

Una questione in sospeso…

La LACA è una organizzazione da sempre impegnata su diversi fronti per la difesa dei diritti dei cittadini. Alcuni membri del direttivo, nelle scorse settimane, hanno incontrato l’amministrazione comunale nelle figure del sindaco avv. Pino Capalbo e dell’assessore al Bilancio, dott. Natale Viteritti, per discutere di diversi temi economici e sociali riguardanti la città di Acri. In queste occasioni, i componenti dell’associazione, preso atto della disponibilità dell’amministrazione, hanno sollecitato il loro intervento presso l’Organismo Straordinario di Liquidazione, unica autorità deputata a gestire la massa debitoria del Comune, insediatosi da oltre un anno (marzo 2017), dopo la dichiarazione di dissesto (delibera di consiglio n. 45 del 27/12/2016), la gestione “allegra” dell’ente degli ultimi anni e la decadenza della disastrosa amministrazione Tenuta.

A fine aprile di quest’anno, i commissari hanno terminato l’opera di quantificazione della massa creditoria e debitoria, avendo pertanto anche contezza dell’entità della riscossione dei tributi degli anni fino al 2016.

Ai commissari, fin dal loro insediamento, la LACA ha chiesto, in più occasioni, un incontro per discutere nel merito la questione tributi, rimasta in sospeso ed alla quale occorre necessariamente dare una risposta definitiva. Inoltre, già lo scorso mese di ottobre 2017, la LACA ha inoltrato una richiesta formale ai commissari ministeriali, inviata per conoscenza alle autorità comunali, prefettizie, nonché alla Corte dei Conti, ribadendo quello che si sta chiedendo da oltre 3 anni: il ricalcolo delle tariffe dei Tributi di TARES 2013 e TARI 2014, che hanno effetto anche oggi, e la detrazione dell’80% per il disservizio per l’emergenza rifiuti. Nella giornata di ieri è stata presentata l’ennesima richiesta di convocazione di un tavolo di discussione con l’Organismo Straordinario di Liquidazione, che a questo punto non può più attendere. Nel caso di una ulteriore mancata risposta, o situazioni similari, i cittadini acresi saranno aggiornati sui fatti e prenderanno le dovute iniziative.

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