Libera Associazione Cittadini Acresi

Sito della Libera Associzione Cittadini Acresi

Mese: Maggio 2015

OSPEDALI DI MONTAGNA: QUALE FUTURO?

sindaci dei comuni montani di Acri, S. Giovanni in Fiore, Serra san Bruno e Soveria Mannelli, si è discusso del futuro dei 4 ospedali di zona montana. Dall’incontro non è emerso nessun atto concreto che serva a congiurare il depotenziamento dei servizi essenziali di assistenza, ma solo vaghe promesse. L’obiettivo, anzi, a nostro parere sarebbe quello di temporeggiare fino alla completa applicazione del piano di deponziamento degli ospedali montani.

Di questo incontro istituzionale si è parlato a Falerna il giorno 14 maggio tra le rappresentanze dei comitati cittadini dei comuni interessati. Da una sua attenta analisi è emerso che si è prodotta l’ennesima discussione con proposte per certi versi già note, che rischiano di restare nel limbo degli annunci e di non produrre dinamiche di vero cambiamento.

Il                     C.O.Mo.Cal.,                       (Comitato                      degli                     Ospedali                      Montani Calabresi) si dice convinto che la sopravvivenza di queste strutture è legata a una caratterizzazione degli ospedali montani nella forma di ospedali generali, con le attività chirurgiche che li denotano, con servizi diagnostici propri, quali: pediatria, cardiologia, radiologia, dialisi, laboratorio analisi, oltre che il ciclo della gravidanza, incastonandosi nella legge 502/1992, attualmente in vigore e propria degli ospedali di zone disagiate previsti a livello nazionale.

Gli strumenti per evitare che il primo giugno l’esecutività del decreto possa dare origine a soppressioni, a questo punto scellerate, esistono eccome. Il provvedimento potrebbe essere impugnato dallo stesso Presidente della Giunta Regionale, ma qui i tempi rischierebbero di dilungarsi oltremodo; mentre una presa d’atto dello stesso Commissario con la rimodulazione del Decreto (operazione che richiede, di fatto, non più di un giorno di lavoro) potrebbe delineare un’azione compensativa capace di riconoscere alle strutture montane quei prerequisiti sollevati pubblicamente dagli stessi Scura ed Oliverio, mettendo tutto nero su bianco e superando il criterio dei meri annunci che producono solo castelli di sabbia. Il Comocal, pertanto, invita il commissario a rendersi diligente nel voler dare azione immediata ai poteri che gli sono propri, apportando le correzioni oramai necessarie al provvedimento e chiudendo definitivamente questa spinosa vicenda. Al Commissario in forza di quanto esposto, si chiede di voler incontrare il Comocal, (mail inoltrata con posta certificata) che formulerà un proprio documento con proposte sulla riorganizzazione degli ospedali di montagna per come sopra ipotizzato. Tutto da esaurirsi nel giro di una settimana perché i tempi stringono. Da questo ne deriverà il futuro prossimo che il Comocal metterà in atto con ulteriori forme di protesta chiamando alle proprie responsabilità i cittadini dei territori di competenza.

Per questo motivo la Libera Associazione Cittadini Acresi ha deciso di convocare un’assemblea cittadina per il giorno mercoledì 20 maggio alle ore 20, presso il Cinema Nuovo (piazza San Domenico).Per il tema trattato, di vitale importanza per il futuro della nostra città, si invita la popolazione a partecipare attivamente.

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

Non può piovere per sempre.

In un mondo globalizzato le scelte politiche ed economiche, nel bene e nel male ricadono sempre sul singolo paese, sulla singola città. Per questo motivo, anche se le decisioni ci vengono “calate dall’alto” è essenziale opporre resistenza a quelle situazioni che minano il tessuto sociale. Abbiamo già detto che Acri si sta spopolando, i giovani partono per cercare lavoro altrove, l’economia cittadina è in forte sofferenza, e si vive uno stato di disagio generalizzato.

A chi dobbiamo dare la colpa dei nostri mali? Non c’è un vero e proprio colpevole, ci sono solo una serie di “congiunture negative”, di politiche nazionali e sovranazionali scellerate, che provocano i disastri che sono sotto gli occhi di tutti.

Amministrare una città come Acri non è facile, di questi tempi poi lo è ancora di più. Noi non abbiamo una ricetta per risolvere tutti i problemi ma, come abbiamo già fatto, possiamo suggerire piccole e grandi idee di rilancio della nostra città. La situazione attuale va affrontata necessariamente rendendo partecipe ampie fette della popolazione nei processi decisionali, coinvolgere le molte associazioni presenti sul territorio, osare ed essere coraggiosi nelle scelte, che se condivise hanno un forte impatto positivo.

La frattura tra il Paese reale e gli amministratori, sta diventando sempre più ampia. Difficile che si rimargini se non c’è una reale volontà di dialogo e non si inverte immediatamente la tendenza.

Abbiamo paura che si arrivi ad una guerra tra poveri, di cui si vedono già le prime avvisaglie, in cui dovremo spartirci quel poco di benessere che ci rimarrà. Quello di cui invece abbiamo bisogno è di recuperare il senso della comunità, il senso della partecipazione, l’orgoglio di essere acresi!

Molto spesso ci piangiamo addosso e ci lamentiamo, ma in verità siamo gente caparbia, grandi lavoratori, e orgogliosi delle proprie origini. Ci esaltiamo quando qualcuno di noi sale alla ribalta portando in alto il nome di Acri. Per questo siamo fieri di Fabio Curto, uno di noi. In una intervista ad una domanda che gli è stata rivolta: “Cosa ti porti dietro della tua terra? “, Fabio ha risposto: “Acri ha forgiato il mio animo guerriero, perché in quello che facevo non avevo sostegno. Del resto, è un destino comune a tanti giovani che vivono in Calabria”.

Noi siamo quello che siamo perché siamo nati e cresciuti ad Acri, con tutte le sue contraddizioni, e i sui limiti, facendo poi anche dei confronti, a volte spietati, con altre realtà con le quali veniamo a contatto.

Noi non vogliamo più piangerci addosso. Vogliamo e dobbiamo essere positivi, in fondo: non può piovere per sempre!

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

Metti una sera a Soveria Mannelli

E’ stata davvero una bella serata quella vissuta lo scorso 4 maggio con i nostri amici di Soveria Mannelli. Non fraintendeteci, non è stato una rimpatriata goliardica ma un felice e proficuo incontro tra diverse comunità che condividono un comune destino.

Una rappresentanza del comitato della Libera Associazione Cittadini Acresi ha partecipato al sit in che si è tenuto presso l’ospedale di Soveria Mannelli organizzato dal comitato C.O.MO.CAL, ovvero il Comitato degli Ospedali di Montagna Calabresi e dal Comitato Pro Ospedale del Reventino. Quest’ultimi si battono da ormai 8 anni contro lo smantellamento del locale ospedale, per il ripristino e l’istituzione dei servizi ospedalieri diagnostici promessi dalla politica e mai realizzati. Il comitato locale è coordinato da Antonello Maida, mentre il coordinatore del Comocal, Alessandro Sirianni, con una delegazione, ha partecipato alla manifestazione del 29 aprile scorso ad Acri, durante la quale ha delucidato i presenti con intervento appassionato sui rischi dell’attuale Decreto Commissariale n. 9.

Quello che si è potuto notare è stata la forte partecipazione della popolazione, circa tremila i cittadini scesi in piazza, che naturalmente sono preoccupati non poco dal famigerato piano di riordino della rete ospedaliera calabrese. La creazione del comitato regionale degli ospedali montani nasce dal fatto che i problemi che riguardano Soveria Mannelli sono pressoché simili per Acri, San Giovanni in Fiore e Serra San Bruno. Infatti, il contenuto della relazione del riordino prevede per tutti gli ospedali di montagna la soppressione del laboratorio analisi, radiologico, cardiologico, fisioterapico, pediatrico e di tutti i servizi diagnostici, ma anche la soppressione di tutte le strutture complesse, quelle per capirci che fanno capo ad un primario, eccetto la medicina. Leggermente diversa la situazione ad Acri, visto che era inquadrato come ospedale spoke con Castrovillari, ma le implicazioni del nuovo piano di riordino saranno le stesse per tutti gli ospedali di montagna.

Siamo stati felicemente colpiti dal fatto che anche i sindaci del comprensorio del Reventino, che riunisce fino a 24 comuni della fascia della pre-sila, si siano attivati già da tempo per perorare la causa dell’ospedale. In primis il Sindaco di Soveria Mannelli che ha parlato a nome di tutti gli altri sindaci, che ha perseguito e continua a perseguire la linea istituzionale, ma anche quella giudiziale, avendo presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il famoso decreto commissariale Scopelliti.

Se le istituzioni fanno la loro parte, anche i comitati civici vogliono fare la loro, contestualizzandosi nelle dinamiche del riordino. Per questo, con l’aiuto degli operatori sanitari, gli unici titolati a redigere un piano che riguardi la complessa macchina della Sanità, abbiamo messo a punto più proposte fattibili per Acri e più in generale per gli ospedali di montagna, tutte applicabili. Esse tengono conto delle esigenze della collettività ma anche della deficitaria situazione finanziaria calabrese. Non appena il documento sarà definito sarà sottoposto al Presidente Oliverio, nonché al commissario Scura.

Dobbiamo infine ringraziare radio AKR per il suo supporto tecnico e per aver trasmesso buona parte dell’incontro.

Ricordiamoci sempre che i politici sono nostri dipendenti, perché la Sovranità appartiene solo al Popolo! Pregiudiziale che il Comocal, non intende derogare a nessuno.

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

 

Acri in Rivolta 2

Acri in Rivolta 2! Ad oltranza…

Ancora una volta Acri ha risposto all’appello. I nostri concittadini hanno dato un’altra prova di maturità, e per questo li ringraziamo dal profondo del cuore. Gli acresi hanno dimostrato di non essere solo sensibili alla crisi ed alle tasse, come qualcuno in malafede ha detto, ma anche a temi primari come quello del diritto alla salute, che va difeso strenuamente.

Le       premesse       erano        tutte        a        sfavore        della        manifestazione. In molti forse speravano che fallisse, per poter poi ergersi a difensori del popolo, ma quest’ultimo ha risposto in maniera civile e determinata affermando a gran voce: “L’OSPEDALE NON SI TOCCA!”

I cittadini di Acri hanno legittimato, di nuovo, l’operato della Libera Associazione Cittadini Acresi, i cui membri hanno solo a cuore il futuro della città di Acri ed il suo benessere.

Come abbiamo sempre affermato, nel comitato non esistono partiti, e nessuno ha ambizioni politiche, per questo non tollereremo più attacchi e ingerenze di nessun tipo ne verso di noi, e ne verso chi collabora con il comitato, sia da parte dell’amministrazione comunale e sia da parte di chiunque altro!

Per i temi trattati, che riguardano tutta la comunità, sono stati invitati a partecipare tutti primi cittadini dei comuni del comprensorio (Acri, Bisignano Luzzi, ed i paesi albanesi), ed anche il presidente Oliverio. Nessuno di essi però ha risposto al nostro appello. Abbiamo anche notato il sindaco Tenuta assieme ad alcuni assessori e consiglieri, che si sono uniti al corteo.

Ci dobbiamo purtroppo scusare per i problemi tecnici sopraggiunti (sfortuna o sabotaggio!?), che hanno inevitabilmente alterato il programma degli interventi, e pertanto abbiamo dovuto improvvisare, ma l’obiettivo di protestare contro il piano di riordino della sanità calabrese e per un serio piano sulla viabilità è stato raggiunto.

La domanda adesso è d’obbligo: Cosa si fa?

Come comitato cittadino, insieme ai sindacati ospedalieri, chiederemo l’istaurazione di un tavolo di trattativa con la Regione ed il Commissario alla Sanità, e se vorrà anche il Comune, per la presentazione di una proposta concordata con gli operatori sanitari e in base alle esigenze della popolazione per il potenziamento dell’Unità Ospedaliera. Dal Commissario c’è stata un’apertura affinché il piano venga rivisto, vogliamo vedere se fa davvero sul serio oppure sia solo una manovra “politica”. Non ci accontenteremo più delle promesse, questa volta vogliamo i fatti!

Vigileremo attentamente affinché il nostro ospedale ed i suoi operatori riacquistino la dignità che meritano.

Inoltre, chiederemo alla Regione e all’ANAS la ripresa dei  lavori ma anche una viabilità degna di questo nome, perché Acri non deve essere più isolato!

Siamo pronti a intraprendere forme di lotta più eclatanti se non verremo ascoltati. Dobbiamo stare uniti, solo così potremo imporre le nostre condizioni.

Ricordatevi sempre, la Sovranità appartiene al Popolo!

Firmato: “Libera Associazione Cittadini Acresi”

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