Di fronte alle recenti dichiarazioni dell’amministrazione sulla trasparenza e sulla regolarità dei controlli sull’acqua potabile, noi dell’Associazione LACA interveniamo con fermezza e ribadiamo che il problema non si risolve pubblicando le solite analisi di routine, quelle che arrivano puntuali quando tutto va bene e che nessuno contesta. I comunicati del Comune non ci bastano più.
Nessuno mette in dubbio il valore dei controlli ordinari, ma il Comune sta eludendo – consapevolmente e colpevolmente – la vera domanda, quella che tutti i cittadini si fanno: cosa diavolo esce dai rubinetti subito dopo i lavori sulla rete idrica? L’acqua è davvero potabile in quei frangenti? Quando il liquido è torbido perché i sedimenti si staccano dalle vecchie tubature, le garanzie standard valgono zero. È acqua o è fango? I livelli di cloro sono nella norma? Per “sanificare” le condotte dopo i lavori si buttano dentro forti dosi di disinfettante. I cittadini hanno il diritto di sapere se quelle concentrazioni rispettano i limiti sanitari nel momento esatto in cui l’acqua arriva nelle loro case, non sulla carta.
I cittadini pretendono risposte chiare e immediate!
L’amministrazione ha annunciato i lavori, già eseguiti, di pulizia del serbatoio di Logna e lo spurgo delle condotte. Peccato che l’esperienza ci insegni una cosa semplice e drammatica: dopo questi interventi, dai rubinetti dei cittadini esce regolarmente acqua torbida per giorni interi, che danneggia tubature domestiche e caldaie.
Ciliegina sulla torta: nel comunicato del Comune leggiamo una giustificazione che suona come una resa: la rete risale agli anni ’70 e per sostituirla servono milioni di euro. Ma dov’è stata questa maggioranza in tutto questo tempo? A guardare?
La LACA lo ricorda con fermezza: questa Amministrazione ha avuto quasi dieci anni per intercettare finanziamenti pubblici e presentare progetti concreti, compreso il “fiume” di soldi del PNRR. Dieci anni di immobilismo: i soldi c’erano, i progetti no. Fondi europei, bandi PNRR specifici per la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione, digitalizzazione e ammodernamento degli acquedotti.
Mentre altri comuni ottenevano risorse per ammodernare le condotte obsolete, questa amministrazione è rimasta a guardare, o peggio, non ha nemmeno provato.
Che fine hanno fatto i progetti per i canali di finanziamento straordinari messi a disposizione dal Ministero e dall’Europa? Nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche c’è qualcosa per il rifacimento strutturale della rete idrica? Questa infrastruttura “da milioni di euro” ha ricevuto in dieci anni una pianificazione seria, o è stata semplicemente ignorata?
Scaricare la colpa sulla “vetustà dell’infrastruttura” dopo due mandati di gestione significa ammettere il proprio fallimento. Significa dire: abbiamo avuto dieci anni, non abbiamo fatto nulla, e ora il problema è troppo grande per noi. Se così fosse, sono passati inutilmente dieci anni senza trovare le risorse per rinnovare, passo dopo passo, le condotte.
I nostri concittadini, che hanno ricevuto la bolletta per il servizio idrico, si saranno sicuramente accorti dell’incremento spropositato del costo del servizio, aumentato di oltre il 90% in media negli ultimi 3 anni, per avere in cambio cosa? “Coca Cola” da rubinetto!
Siamo stufi rassicurazioni di comodo Non ci servono i referti fatti in condizioni normali per certificare la sicurezza durante un disagio localizzato. Non accettiamo fogli di carta scritti a tavolino per coprire ritardi e treni persi.
In virtù dell’acqua “marrone” che esce dai rubinetti, che la LACA chiede ufficialmente che vengano eseguite analisi chimiche e batteriologiche immediate a valle della rete, direttamente dai rubinetti dei quartieri interessati, subito dopo i lavori di pulizia dei serbatoi o altri interventi.
La salute pubblica non si tutela con le rassicurazioni di chi ha dormito per dieci anni. Si tutela verificando lo stato dell’acqua nel momento di massima criticità.
Il Comune smetta di nascondersi dietro i comunicati e dia risposte concrete. I cittadini non sono stupidi e l’acqua torbida la vedono con i loro occhi