Libera Associazione Cittadini Acresi

Sito della Libera Associzione Cittadini Acresi

Autore: admin Pagina 1 di 9

La salute non attende.

Ci sono voluti anni di intenso lavoro, di incontri con le istituzioni, proposte avanzate a politici, comunicati stampa, per avere finalmente riconosciuto il disagio e le problematiche per la mancanza di assistenza in campo sanitario che si trovano ad affrontare le comunità di montagna e di area disagiata.

Facendo una veloce disamina dei fatti, possiamo dire che dalla precedente amministrazione comunale non siamo stati mai ascoltati, ma anzi combattuti. Ottusamente essa non ha voluto dialogare con i cittadini, perdendo solo tempo e servizi sul territorio. Nonostante ciò caparbiamente abbiamo insistito, sapendo di essere nel giusto. I Risolutori invece dicevano sempre: “va tutto bene”! Abbiamo elaborato delle proposte e richieste di incontro, inviate al commissario Scura ed al presidente regionale Oliverio, senza ricevere risposta alcuna.

Anche durante la campagna elettorale per le comunali del 2017, tutti a ribadire il rilancio dell’ospedale, ma il giorno dopo le elezioni addio buoni propositi. Abbiamo cercato di interloquire fin da subito con la nuova amministrazione portando sul tavolo del sindaco Capalbo le nostre perplessità e i nostri timori sull’ospedale. Si sono tenuti incontri a palazzo Gencarelli e in altre sedi, ma le uniche preoccupazioni del primo cittadino sembravano essere le piattaforme per l’elisoccorso e lo spostamento della SAUB nei locali dell’Ospedale. Sarebbe stata realizzata la “Cittadella della Salute”, punto della campagna elettorale, assolutamente non condiviso da noi della LACA. L’idea di spostare la SAUB nei locali dell’ospedale è una pessima soluzione, perché la struttura ospedaliera è nata per accogliere reparti di ricoveri per acuti, no poliambulatori. Si avrebbe una promiscuità di accessi di cittadini e servizi non coerenti in una sola struttura, e si precluderebbe per sempre un’eventuale rilancio dell’ospedale stesso con l’apertura di nuovi eventuali per i cittadini.

Ci siamo interfacciati con i consiglieri di opposizione (opposizione per modo di dire!) arrivando ad avere un consiglio comunale aperto sul tema Ospedale alla presenza del DG Mauro e dell’allora delegato alla sanità Pacenza, preoccupandoci di far pervenire al presidente del consiglio Fusaro una nostra missiva che illustrava la proposta di rilancio dell’ospedale. Documento che, manco a dirlo, non è mai arrivato in discussione. Non fidandoci, a ragione, del presidente del consiglio, abbiamo fornito la stessa proposta alla minoranza, che ha prodotto l’unico documento poi votato e approvato dall’assise, che ha accantonato l’idea della cittadella sanitaria.

Dopo il consiglio comunale aperto, l’opposizione si è come volatilizzata, ritornando “in vita” solo nel periodo delle ultime elezioni politiche, ma dopo oltre un anno, non si vedono né si sentono. Abbiamo più volte interloquito con il nuovo direttore sanitario, dott. Cozzolino, appellandoci a lui in virtù della sua storia personale e politica. E’ stato aperto e favorevole a tutte le nostre proposte, E’ stato aperto e favorevole a tutte le nostre proposte, concorde con noi che la soluzione di spostare i locali della SAUB presso l’ospedale non era delle migliori, concorde anche a far ripartire le attività chirurgiche multidisciplinari come l’ortopedia artroscopica e chirurgia dalla mano, l’endoscopia urologica, la piccola chirurgia oncologica con il supporto dell’ambulatorio oncologico, la chirurgia ginecologica, l’abbattimento delle liste di attesa per gli ambulatori, e la risonanza magnetica attiva tutti i giorni ecc.. 

Finalmente qualcuno ci ascolta: incontriamo i parlamentari 5 stelle, la sen. Abate, l’on. Sapia e l’on.  Forciniti. Visitiamo l’ospedale ed esponiamo loro dettagliatamente la nostra proposta politica di rilancio degli ospedali di area disagiata e di montagna. I 5 stelle si sono impegnati a portare le nostre istanze sui tavoli della commissioni sanità, ad interloquire con il ministro Grillo per una rimodulazione dei servizi e per un eventuale intervento sul Piano Sanitario Nazionale.

Ci teniamo a dire ai cittadini che le nostre rimostranze sono senza colore politico e la nostra associazione senza nessun padrino di appartenenza politica. Nonostante ciò, siamo riusciti a portarli sui tavoli istituzionali nazionali, ma non ad avere interlocutori locali. “Politicanti” del “ci penso io” o meglio “oggi ci sono io e comando io che tengo a cuore le sorti del nostro ospedale sempre per le logiche qualunquistiche”.

Grazie politici locali e regionali di ieri e di oggi, grazie di aver causato tanta sofferenza ai cittadini acresi e calabresi che per curarsi dignitosamente devono emigrare altrove. La LACA vi ringrazia per il vostro egoismo, per una città sempre più deserta e per non avere la lungimiranza per un futuro migliore. GRAZIE!

La visita dei parlamentari M5S

Dopo la visita dei parlamentari cinquestelle, la LACA, continua il suo impegno, per portare all’attenzione dei cittadini la problematica sanitaria sul territorio. La Calabria ha notoriamente un sistema sanitario regionale commissariato e con un deficit di centinaia di milioni di euro, con debiti imputabili alla malagestione e ad una politica clientelare che ha fatto lievitare i costi dei servizi abbassando e nel contempo le prestazioni sanitarie che attualmente non soddisfano i LEA. L’attuale modello prevede ospedali Hub, Spoke, Generali, e di Area Disagiata, non è in grado di dare prestazioni sufficienti ai cittadini. E’ necessario considerare un nuovo modello di rete ospedaliera che parte dai piccoli Ospedali di area disagiata, che dia dignità e nuova speranza a chi oggi deve migrare per curarsi. Per noi, va cambiata innanzitutto la denominazione di “Ospedale di area Disagiata”, ormai superata, e l’ospedale di Acri inserito nella rete degli ospedali per ACUTI, e poter effettuare ricoveri ordinari con l’apertura di reparti di degenza. L’idea è quella di realizzare uno SPOKE DI MONTAGNA, a Media-Bassa intensità di cure, con il coinvolgimento di altre realtà, ad esempio quella di San Giovanni in Fiore. Questa nuova tipologia ospedaliera deve essere dotato di autonomia gestionale e economica, al fine di garantire continuità e qualità delle prestazioni da erogare. Va necessariamente inserito va inserito in un nuovo contesto di organizzazione sanitaria regionale, ed Acri può diventare un nuovo polo chirurgico. Vanno dislocate tutte quelle attività multidisciplinari che attualmente intasano gli Hub e gli Spoke della provincia di Cosenza. Così facendo si libererebbero gli spazi e le possibilità per poter curare malattie cardio-chirurgiche, neuro-chirurgiche, cardiovascolari, polmonari e tante altre che nella nostra provincia mancano.

Negli ospedali periferici come lo Spoke a media complessità come potrebbe essere quello acrese, si può pensare alla multisciplinarietà di chirurgia introducendo nuove specialità come la Ginecologia (oncologica e infertilita della donna), l’Ostetricia con punti nascita inferiori a 500 parti annui, oculistica in DH, Endoscopia dell’addome e interventi programmati, Otorino, Ortopedia e artroscopia, Dermatologia, Urologia. Naturalmente, considerata la complessità dell’organizzazione di reparto, essa dovrà essere potenziata in termini di posti letto (60-80), di risorse umane e strumentali, con una propria autonomia organizzativa con un direttore di struttura multidisciplinare e responsabili di struttura. Può essere improntato un polo medico con la creazione di nuove branche come Neurologia e riabilitazione motoria, Endocrinologia, Geriatria e riabilitazione, Medicina dell’obesità, ecc.. I parlamentari pentastellati hanno preso preciso impegno verso il nostro territorio garantendoci che si faranno da tramite con il ministero della salute portando le nostre istanze. La Regione Calabria dovrà impegnarsi a sviluppare questa nuova tipologia di rete ospedaliera con un nuovo PSR, e al mantenimento dei punti nascita degli ospedali più piccoli in territori di montagna, con riferimento alle norme per la tutela e salvaguardia della salute pubblica dei cittadini. Il nuovo atto aziendale dell’ASP di Cosenza, dovrà tenere conto di questa nuova tipologia di Spoke di Montagna di Media Complessità, per la salvaguardia di questi territori e per fornire prestazioni sanitarie di pari livello ai cittadini residenti. Tutto ciò deve partire dalla politica, riaprendo un dibattito a livello nazionale e regionale per ripensare un nuovo sistema di assistenza soprattutto quella ospedaliera. Facciamo appello alla politica perché si adoperi finalmente per risolvere le problematiche del nostro sistema sanitario ormai allo sbando.

Ospedale di Acri

E’ ormai un lustro di impegno constante da parte di un comitato di cittadini prima, e una associazione poi, in difesa della sanità ad Acri. Anni di battaglie, in cui più volte sono avanzate proposte per il rilancio dei servizi sanitari sul territorio, per far sì ci si possa curare in modo dignitoso e avere prestazioni di qualità. Per il raggiungimento di questo obiettivo, abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con una delegazione di parlamentari 5 stelle, gli on.li Sapia e Frociniti e la sen. Abate, lo scorso 3 novembre.

Dall’incontro e dall’ispezione presso l’ospedale cittadino che ne è seguita, è risultato evidente la situazione disastrosa in cui versa la sanità in Calabria, ed in particolare ad Acri, causata da anni di mala gestione, dallo sperpero di risorse, che ha visto privilegiare la sanità privata a discapito di quella pubblica.

Per noi i responsabili di questo sfacelo vanno ricercati tra chi poteva fare e non ha fatto, e chi oggi ha ruoli direttivi e di controllo. Il presidente Oliverio, che aveva giurato di incatenarsi davanti al ministero a Roma; il commissario Scura, che tutto a fatto salvo adottare misure favorevoli per le zone disagiate di montagna; il direttore generale Mauro che nel consiglio comunale aperto di più di un anno fa, ha proferito le proverbiali “promesse da marinaio”; il sindaco Capalbo, che ha detto che “la salute viene prima della politica” e che avrebbe fatto tutto il possibile per questo territorio, perfino mettersi a capo di un corteo di cittadini e marciare verso la regione!

Purtroppo a tutt’oggi viviamo in una fase di stallo in cui è stato realizzato poco o nulla di quanto promesso: eccezion fatta per l’ambulatorio di Oncologia che funziona in maniera eccellente.

Eppure le proposte ci sono, le stesse che abbiamo presentato ai parlamentari 5 stelle. Quelle a breve termine sono l’immediato rilancio della chirurgia multidisciplinare, con l’assunzione di medici chirurghi e anestesisti, l’apertura del reparto di Lungodegenza, riattivazione dei servizi di radiologia TAC e RM.

Altre proposte a medio e lungo termine sono in cantiere, ma la politica locale, invece di ascoltare la voce dei cittadini fa demagogia e cerca di nascondere “la polvere sotto il tappeto”. Una politica sorda e miope, che non ascolta il lamento della popolazione che chiede servizi sanitari efficienti e che non vede il disagio dei cittadini. A questi ultimi, non resta altro che vedere come organizzarsi e decidere il da farsi per far valere i propri diritti.

Libera Associazione Cittadini Acresi

Work in progrss

La Libera Associazione cittadini Acresi nasce nel 2015 da un gruppo di persone che non vedendo rispettati i propri diritti decidono di scendere in campo per la difesa degli stessi, prima con la costituzione di un comitato spontaneo, poi in seguito trasformatosi in associazione.

Il confronto tra associazioni: la sintonia tra L.A.C.A. e “Sanità è Vita” ONLUS.

Il giorno 13 settembre scorso, si è tenuto un incontro tra la Libera Associazione Cittadini Acresi e l’associazione ONLUS “Sanità è Vita”, due associazioni no profit impegnate da anni a difesa degli ospedali dei loro comprensori, la Presila ed il Tirreno cosentini. All’incontro, al quale erano presenti i presidenti, Toscano e Cozza, oltre ad alcuni membri dei rispettivi direttivi, si è discusso dell’attuale situazione in cui versano gli ospedali di Acri e Praia a Mare, nonché delle iniziative da intraprendere per il loro rilancio.

L’ospedale di Praia a Mare, ridotto a Centro di Assistenza Primaria Territoriale (CAPT) per effetto del piano di rientro, con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato n. 1153/2017, che ha nominato un commissario ad acta per dare esecuzione al giudicato della sentenza n. 2576/2014, deve essere ripristinato con i servizi ed i reparti che aveva in precedenza alla chiusura. “Risulta prioritario – hanno affermato gli esponenti dell’associazione “Sanità è Vita” – il ripristino della sala operatoria ed pieno il recupero della funzionalità del presidio di PS”. Si è evidenziata anche l’anomalia della RM, istallata oltre un anno fa, ma non operativa per mancanza di personale.

“L’ospedale di Acri, – affermano i componenti della LACA – punto di riferimento nella provincia cosentina prima del piano di rientro, è passato da 120 posti letto a non più di 50, e da ospedale per acuti a quello di area disagiata, con la perdita di reparti e di competenze acquisite in oltre 30 anni di attività”.

Entrambe le associazioni concordano sul fatto che il piano di rientro, ha fatto sì che venissero applicate per lo più le parti negative dei decreti commissariali e di rado quelle in cui era previsto un miglioramento dell’offerta sanitaria.

“Nella riorganizzazione della rete ospedaliera, non sono state tenute in considerazione le peculiarità dei territori, col risultato che i calabresi non si possono più curare dignitosamente, e in molti sono costretti ad andare fuori regione”. “Risulta necessario – continuano i componenti delle associazioni – eliminare la tipologia di ospedale di area disagiata, inserendo a pieno titolo entrambi i nosocomi nella rete ospedaliera regionale tramite la rimodulazione dell’offerta sanitaria”. “E’ ormai evidente che l’attuale modello HUB–SPOKE adottato è risultato fallimentare, non in grado di garantire assistenza adeguata ai cittadini calabresi.

Gli Ospedali di area disagiata come Acri e Praia a Mare inseriti nella rete degli ospedali per acuti potrebbero invece eseguire prestazioni di media – bassa intensità di cure, in modo da non gravare sugli Hub e Spoke di riferimento ormai al collasso.

I rappresentanti delle associazioni, infine, di comune accordo fanno appello alla politica locale (sindaci e presidente regionale) e nazionale (deputati, senatori e ministro della Salute), affinché ridiano ai calabresi la dignità di curarsi nel proprio territorio, con l’adozione di un nuovo modello di rete ospedaliera efficiente e funzionale.

A conclusione dell’incontro, sono state definite le prossime iniziative da intraprendere in maniera unitaria, per far sentire la voce dei cittadini ed il disagio che essi stanno vivendo.

Cambiano gli orchestrali, ma la musica rimane la stessa!

Apprendiamo con estrema preoccupazione che, dal primo di ottobre prossimo, i servizi del poliambulatorio di via Julia saranno spostati progressivamente presso il P.O. “Beato Angelo”.

Come associazione a difesa dell’ospedale cittadino, siamo stati sempre assolutamente contrari a questa soluzione perché non funzionale e soprattutto deleteria per la struttura ospedaliera: l’ospedale deve essere ospedale! A tal proposito, avevamo avuto rassicurazioni da parte del DS Cozzolino, sull’intenzione di stipulare un accordo con il commissario straordinario di Calabria Verde, sullo spostamento temporaneo degli ambulatori presso i locali di piazza San Domenico ad Acri, ma evidentemente manovre politiche, tra l’amministrazione comunale, provinciale (ASP) e regionale, di cui non cogliamo il senso, stanno facendo sì che vengano adottate soluzioni con effetti deleteri per il futuro del nosocomio acrese. La presenza degli ambulatori specialistici, non garantirà in alcun modo il miglioramento delle prestazioni ospedaliere, in quanto sono di natura diversa. Infatti, gli specialisti hanno contratti di consulenza per un giorno a settimana, per metà giornata, solo per visite programmate, quindi è impensabile possano dare una qualsiasi miglioria concreta alle prestazioni ospedaliere con queste modalità.

Altro punto dolente è la gestione degli spazi all’interno dei locali dell’ospedale: si avrà inevitabilmente una commistione tra pazienti ricoverati, i loro familiari, consulenti e pazienti esterni che accedono agli ambulatori.

Per noi, la destinazione “naturale” del terzo piano dell’ospedale è quella di ospitare il servizio di riabilitazione che dovrà affiancare il reparto di Lungodegenza con 15 posti letto, la cui realizzazione, come già stabilito nel decreto commissariale e nell’atto aziendale, non può più attendere.

La parola d’ordine sembra sempre la stessa: “a costo zero”. Infatti, per poter spostare gli uffici comunali da palazzo Gencarelli, inagibile, prevedendo una sede temporanea che magari diventi definitiva, senza spendere soldi. Quale destinazione migliore del poliambulatorio di via Julia, dopo averlo adeguato sismicamente? Ma per far ciò occorre spostare gli ambulatori altrove, e tenerli lì a tempo indefinito.

E’ ormai evidente che l’intenzione degli amministratori locali è stata sempre quella di far rimanere il poliambulatorio all’interno dell’ospedale, come peraltro ribadito in campagna elettorale, con la creazione dell’improbabile “cittadella della salute” frutto di un’idea distorta, partorita da chi non ha a cuore le sorti del nostro ospedale, ma solo ambizioni personali. A nulla sono valse le nostre richieste a questa amministrazione, da un anno a questa parte, a partire dal consiglio comunale aperto del 2017, per far sì che il nostro ospedale non diventi una RSA come invece rischia seriamente di divenire, con questa politica. A che servono sindaco, consiglieri e assessori, se occorre solo gestire l’ordinaria amministrazione senza una reale impronta che serva a rilanciare con coraggio il nostro ospedale, nonché il nostro territorio?

Facciamo appello alle forze politiche di minoranza, a tutte le associazioni, ed ai cittadini, affinché non assistano inermi al depauperamento definitivo del nostro nosocomio.

Chiediamo, infine, al DS dott. Giacomo Cozzolino, di rispettare gli impegni presi ed opporsi con ogni mezzo a chi vuole affossare ulteriormente l’ospedale.

Noi saremo sempre dalla parte di chi vuole difendere realmente i servizi sanitari sul nostro territorio.

Ieri uniti ai cittadini nella protesta… oggi tutti nascosti dietro l’O.S.L.!

Sono ormai oltre 4 anni che la Libera Associazione Cittadini Acresi, nata in difesa dei diritti dei cittadini, chiede, in linea con la vigente normativa, di vedere tutelati gli interessi degli acresi in merito alla dovuta riduzione di TARES 2013 e TARI 2014. Ad oggi, nostro malgrado, nonostante la manifestazione che ci vide tutti uniti in piazza per le suddette gabelle, nulla è stato fatto per portare ad equità quanto legittimamente chiesto alla giunta Tenuta prima, al Commissario Prefettizio poi, ed oggi all’Organismo Straordinario di Liquidazione e all’attuale Amministrazione, che non preme sull’Organismo anzi detto per vedere giustizia di noi cittadini vessati.

Durante la protesta in piazza, insieme ai cittadini, ricordiamo che c’erano anche l’attuale sindaco, esponenti dell’attuale giunta e del consiglio comunale che protestavano nei confronti dell’allora giunta Tenuta, con tanto di manifesto e volantini di denuncia del PD. L’associazione LACA ha esperito una richiesta di incontro, per discutere con i Commissari circa le bollette già emesse ed inscritte a ruolo ma viziate dal disservizio, incontro che doveva tenersi il 15 giugno scorso rinviato poi a data da destinarsi: insomma concesso e poi negato.

La LACA vuole mantenere, come sino ad ora è stato, un rapporto di reciproco rispetto sia con l’Amministrazione sia con L’O.S.L., ma dopo 2 mesi da una legittima richiesta è venuta a crearsi una situazione quasi paradossale: l’OSL che non trova un quarto d’ora del proprio tempo per  ascoltarci, l’attuale Giunta che non si fa portavoce ed attui pressioni proprio sull’O.S.L. per vedere risolta tale annosa vicenda, ed inoltre che l’attuale minoranza/opposizione, non si senta partecipe di queste problematiche dei cittadini. La LACA se non vedrà, nei giorni a venire, un accenno di dialogo sull’argomento tasse con gli organi competenti, al fine di portare a risoluzione ed equità le fatture emesse con il vizio legislativo su detto, nostro malgrado sarà costretta a far valere i diritti dei cittadini acresi attuando opportune azioni dimostrative, di stampa e legali e quant’altro sia necessario, anche attraverso interrogazioni parlamentari.

La Coerenza è comportarsi come si è, non come si è deciso di essere” (S. Pertini)

Per il rilancio dell’ospedale di Acri.

Il 20 maggio scorso, presso il palazzo Padula ad Acri, alla presenza dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Senato e Camera, del Sindaco di Acri, di cittadini, si è svolto un incontro-dibattito con al centro l’ospedale di Acri. In virtù dell’importanza del tema, abbiamo apprezzato che si sia andato oltre le contrapposizioni politiche. Il sindaco Capalbo, nel suo intervento, ha rivendicato l’impegno della propria amministrazione verso l’ospedale: un consiglio comunale aperto a settembre, il dialogo continuo con Regione e ASP di Cosenza, la richiesta di attuazione dell’atto aziendale in ogni sua parte, e con 3 postazioni OBI in Pronto Soccorso no previste nell’atto aziendale. Dal canto loro i rappresentanti del M5S hanno evidenziato la gestione fallimentare di oltre 9 anni di commissariamento, la posizione subalterna e rinunciataria del presidente Oliverio rispetto a Scura, il mancato raggiungimento degli obiettivi di gestione delle ASP e A.O., i cui direttori hanno ricevuto ugualmente un bonus premiale. I parlamentari pentastellati hanno sottolineato che la situazione dell’ospedale di Acri non è così rosea come si vorrebbe far credere e che esiste la volontà della politica regionale di favorire interessi privati nella sanità calabrese a discapito delle necessità dei cittadini.

Tenuto conto del piano di rientro, nell’attesa della cessazione della gestione commissariale, noi della LACA, abbiamo proposto di rimodulare la rete ospedaliera calabrese, prevedendo anche per la provincia di Cosenza e per il nosocomio acrese la tipologia di Ospedale Generale e non più di area disagiata com’è adesso. Abbiamo ribadito che è necessario far ripartire il multidisciplinare di chirurgia, i servizi ambulatoriali di medicina, l’apertura del reparto di Lungodegenza con 15 posti letto con annesso servizio di Riabilitazione.

Abbiamo evidenziato che la RMN, nonostante sia stata inaugurata da quasi un mese, a tutt’oggi non è funzionante, per effetto della mancata formazione del personale. Inoltre, l’ambulatorio di Oncologia è un servizio attivo, con una lista di attesa azzerata, grazie alla disponibilità dell’oncologo nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00. Non è possibile, però, effettuare la terapia iniettiva oncologica per la mancanza di attrezzature, farmaci e personale dedicato, quindi, anche se non previsto dall’atto aziendale, abbiamo chiesto al Direttore Generale Mauro che venga attivato affinché possa accogliere i molti pazienti del comprensorio che altrimenti devono spostarsi in altri ospedali con notevoli disagi.

La LACA, che da anni si batte per l’ospedale cittadino, ha posto alcune richieste alla politica. La prima ai parlamentari 5 stelle, in previsione di un nuovo governo M5S-Lega, chiedendo la rimozione del commissario che impedisce qualsiasi tipo di programmazione e riordino della Sanità calabrese, con il ritorno ad una gestione interamente regionale. La seconda richiesta al Sindaco di Acri, per intercedere personalmente presso il presidente Oliverio per far sì che cessi la gestione commissariale con la redazione di un nuovo piano di rientro, ed inoltre,  si attivi per coinvolgere tutti i sindaci del comprensorio per costituire un fronte comune, formulando così una proposta per la definizione di una nuova tipologia di ospedale propria delle aree disagiate di montagna sul modello funzionante di altre regioni italiane, da identificare come Spoke di Montagna o più semplicemente Ospedale Generale. Come associazione LACA resteremo sempre vigili e collaborativi per cercare di ridare ai cittadini una Sanità dignitosa.

Comunicato Stampa

Il 20 maggio scorso, presso il palazzo Padula, si è svolto un incontro-dibattito sul rilancio dell’ospedale di Acri, alla presenza dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Senato e Camera, Rosa Silvana Abate, Francesco Sapia, Francesco Forciniti ed il Sindaco di Acri, Pino Capalbo, al quale hanno partecipato cittadini e membri della LACA. Visto il tema così importante, l’incontro è andato aldilà delle contrapposizioni politiche. Nel suo intervento, il sindaco Capalbo ha rivendicato l’impegno della propria amministrazione verso l’ospedale: un consiglio comunale aperto a settembre, il dialogo continuo con Regione e ASP di Cosenza, la richiesta di attuazione dell’atto aziendale con l’apertura del reparto di Lungodegenza, dell’ambulatorio di oncologia, il primario di Medicina, i 4 posti in più in dialisi, le postazioni di O.B.I. in Pronto Soccorso

già attivo e funzionante con una lista di attesa azzerata in quanto lo specialista medico oncologo si è messo a disposizione dei pazienti bisognosi di queste cure, l’inaugurazione della Risonanza Magnetica, Il bando di concorso per il nuovo primario di Medicina, attualmente il reggente e di Rossano. Dal canto loro i rappresentanti del M5S hanno evidenziato la gestione fallimentare di oltre 9 anni di commissariamento, la posizione subalterna e rinunciataria del presidente Oliverio rispetto a Scura, il mancato raggiungimento degli obiettivi di gestione delle ASP e A.O., i cui direttori hanno ricevuto ugualmente un bonus premiale. La posizione della Libera Associazione Cittadini Acresi da anni impegnata sul fronte Sanità, ribadita ancora una volta, nell’ottica di un piano di rientro, prevede la necessità di far ripartire il multidisciplinare di chirurgia, servizi ambulatoriali di medicina, aprire il reparto di Lungodegenza con il servizio di Riabilitazione. La nuova apparecchiatura della RMN di recente inaugurazione, a tutt’oggi ancora non ha espletato alcuna prestazione per la formazione del personale che dovrebbe farla funzionare questione di qualche settimana prima di poter vedere questo gioiello all’opera definitiva, e altre cose ancora da poter realizzare. Dopo questa ampia discussione fatta dai rappresentanti politici presenti, la LACA si inserisce nel dibattito chiedendo la parola di esprimere le sue motivazioni.Occorre rimodulare la rete ospedaliera calabrese, prevedendo anche per la provincia di Cosenza e per il nosocomio acrese la tipologia di Ospedale Generale e non più di area disagiata com’è adesso, passo essenziale per potenziare la struttura ospedaliera e cercare di riportarla a livelli precommissariali. Abbiamo apprezzato la disponibilità del Sindaco a collaborare con i parlamentari 5 Stelle, intercedendo personalmente anche con il presidente Oliverio, per far sì che cessi la gestione commissariale che impedisce ogni possibilità di rilancio dell’ospedale di Acri.

Si fa notare che la nostra associazione presente sul territorio Acrese dal 2015 dopo due manifestazioni di cittadini scesi in piazza per dire BASTA a tutto quel che stava accadendo in materia di TASSE E DI SANITA’ AD ACRI, con una amministrazione che allora è stata cieca e sorda a queste grida di lamento sociale e che non ha visto è  ascoltato il disaggio che in quelle giornate il popolo di acri stava gridando a gran voce, QUELLO  di potersi curare dignitosamente presso il proprio Ospedale  visto che lo si stava  depauperando delle sua funzione di struttura di cure per i malati e di un disagio economico in quando il DISSESTO DEL COMUNE stava causando alla intera popolazione con tariffe esose molto onerose dove non era possibile pagare per effetto della crisi  presente,  e dove  si chiedeva di rivedere le stime delle bollette  a dir nostro errate nella sua formulazione.

Tutto questa la LACA da tempo lo stà dicendo la stà portando nelle sedi opportune e che con l’attuale amministrazione a guida Pino Capalbo sta’ ottenendo dei risultati che in tutti questi anni non si erano visti, anzi enorme difficoltà ad essere ascoltati.

Dunque la LACA formula due domande ai presenti:

la prima ai parlamentari 5 stelle, e cioè, ormai a livello nazionale si intravede un governo a guida 5 stelle allora si chiede a loro quello di rivedere con urgenza immediata la figura del, commissariamento da parte della sanità regionale in quando si ritiene che 9 anni di questa struttura commissariale non abbia portato i benefici attesi, dove la massa debitoria non si è estinta anzi pare che sia aumentata, e dove la qualità della sanità regionale è ritenuta molto bassa in base al resto del paese.

La seconda al sindaco di Acri, quello di attivarsi immediatamente con il coinvolgimento delle realtà limitrofi al nostro territorio costituendo un gruppo di sindaci del comprensorio che vede insieme al nostro di ACRI quelli di Bisignano Luzzi Montalto Vaccarizzo San Demetrio Santa Sofia d’Epiro San Giorgio  per una percentuale di popolazione di circa 60-80 mila abitanti, dove proprio per il numero di popolazione si deve formulare una nuova proposta di un nuovo modello di rete ospedaliera che parte dalle zone disagiate di montagna, visto che l’attuale organizzazione regionale definita da tutti al COLLASSO cioè e fallito il sistema sanitario regionale calabrese ormai riconosciuta da molti anche da nostro presidente della giunta regionale, dove (LUI) attesta che bisogna ripartire dalla periferia e ridisegnare una nuova sanità regionale dove  tener conto dei disaggi di queste zone da salvaguardare proprio in virtù della peculiarità geografiche territoriale. E allora? FORMULIAMO insieme cittadini (LACA) politici amministratori (SINDACO) e rappresentati nazionali (DEPUTATI E SENATORI) che c’è urgente bisogno di cambiare nel prossimo piano sanitario regionale e poi nel prossimo atto aziendale la tipologia della denominazione di OSPEDALE DI AREA DISAGIATA con una nuova voce OSPEDALE SPOKE DI MONTAGNA  o Ospedale Generale dove con una nuova rimodulazione dei ricoveri dia al nostro Ospedale quella dignità di struttura per la diagnosi e cura peracuti cioè la possibilità  ai pazienti affetti da malattie di potersi ricoverare e curarsi dignitosamente presso il nostro Ospedale.

Una questione in sospeso…

La LACA è una organizzazione da sempre impegnata su diversi fronti per la difesa dei diritti dei cittadini. Alcuni membri del direttivo, nelle scorse settimane, hanno incontrato l’amministrazione comunale nelle figure del sindaco avv. Pino Capalbo e dell’assessore al Bilancio, dott. Natale Viteritti, per discutere di diversi temi economici e sociali riguardanti la città di Acri. In queste occasioni, i componenti dell’associazione, preso atto della disponibilità dell’amministrazione, hanno sollecitato il loro intervento presso l’Organismo Straordinario di Liquidazione, unica autorità deputata a gestire la massa debitoria del Comune, insediatosi da oltre un anno (marzo 2017), dopo la dichiarazione di dissesto (delibera di consiglio n. 45 del 27/12/2016), la gestione “allegra” dell’ente degli ultimi anni e la decadenza della disastrosa amministrazione Tenuta.

A fine aprile di quest’anno, i commissari hanno terminato l’opera di quantificazione della massa creditoria e debitoria, avendo pertanto anche contezza dell’entità della riscossione dei tributi degli anni fino al 2016.

Ai commissari, fin dal loro insediamento, la LACA ha chiesto, in più occasioni, un incontro per discutere nel merito la questione tributi, rimasta in sospeso ed alla quale occorre necessariamente dare una risposta definitiva. Inoltre, già lo scorso mese di ottobre 2017, la LACA ha inoltrato una richiesta formale ai commissari ministeriali, inviata per conoscenza alle autorità comunali, prefettizie, nonché alla Corte dei Conti, ribadendo quello che si sta chiedendo da oltre 3 anni: il ricalcolo delle tariffe dei Tributi di TARES 2013 e TARI 2014, che hanno effetto anche oggi, e la detrazione dell’80% per il disservizio per l’emergenza rifiuti. Nella giornata di ieri è stata presentata l’ennesima richiesta di convocazione di un tavolo di discussione con l’Organismo Straordinario di Liquidazione, che a questo punto non può più attendere. Nel caso di una ulteriore mancata risposta, o situazioni similari, i cittadini acresi saranno aggiornati sui fatti e prenderanno le dovute iniziative.

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